Cecità, di José Saramago

Cecità, di José Saramago, me l'hanno consigliato nel 2009 (mio primo anno di lavoro nella biblioteca dove sono anche adesso, tanto per aggiungere un dato inutile): non che non mi avesse ispirato la descrizione che me ne avevano fatto, anzi era entrato subito nella lista dei libri da leggere, ma in realtà non l'ho mai preso fino a quest'anno.
Quest'anno ho deciso di partecipare ad una Book Challenge: è una sfida tra lettori che dura un anno e per vincerla occorre leggere 40 libri, uno per ciascuna delle categorie indicate (in qualsiasi ordine). E' un modo divertente di uscire dalla propria comfort zone e tentare generi e libri "ni". L'ho cominciata anche come occasione per accorciare la lista dei libri "da leggere", in realtà non funziona così perché nel gruppo di discussione ognuno posta le proprie letture con commento e quindi è tutto un "questo mi ispira", "questo sembra bello", "questo me lo segno" e se siete lettori come me sapete come va a finire...
Visto che una delle categorie era "libro di autore portoghese", finalmente quest'anno ho comprato e giusto ieri finito di leggere Cecità.
La trama è presto riassunta: in un'imprecisata città scoppia un'epidemia di cecità contagiosa, che "immerge" i colpiti in un candore abbacinante (ecco spiegata la foto del post che ho fatto al libro per la Challenge) e si propaga come una pestilenza antica. All'inizio, i colpiti vengono segregati lontano dagli altri, con tutte le difficoltà dei rinchiusi, poi in seguito a vicende sempre più drammatiche, escono dalla segregazione e vagano in una città in cui tutti sono ciechi. La calamità fa emergere la vera natura di ognuno, al di là di quello che ciascuno era stato prima; seguiamo le vicende di un gruppetto eterogeneo di persone tra le prime a diventare cieche e ad essere segregate e la loro lotta per la sopravvivenza. L'epidemia di cecità riprende le grandi pestilenze del passato con tutto il carico di paure e crudeltà che si portavano dietro; è anche una metafora della cecità agli altri oppure del fatto che oggi tendiamo a farci "abbagliare" dalle apparenze.
Lo stile di scrittura non è facilissimo, è un flusso di coscienza quasi continuo in cui si intrecciano parole e pensieri di tutti i personaggi più il narratore, ma non è un grosso ostacolo alla lettura, anzi rende meglio la concitazione dell'emergenza e in qualche caso contribuisce ad attenuare la crudezza della situazione.
Il consiglio bipolare: il libro è senz'altro consigliato, è bello, ma se sospettate una "salita" aspettate un po' per leggerlo. Vedrete infatti che lo stile, il rincorrersi dei pensieri e delle parole dei personaggi assomiglia alla "fuga di pensieri"; in più è un libro che trascina e vorrete far tardi la notte per finirlo o almeno per arrivare ad un punto fermo. Anche se vi sentite molto agitati o ansiosi non è forse il libro giusto, ma se invece siete in un leggero stato misto (come me adesso) o vi sentite un po' in fase calante, osservare i personaggi che lottano per sopravvivere, sostenendosi a vicenda, può farvi bene.
Tempo di lettura: 3 marzo - 9 marzo 2017
Valutazione: 📚📚📚📚📚 / 5

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