C'era una volta, negli anni '70, un genere che si chiamava fantascienza sociale (concentrato sulla descrizione della società del futuro, spesso con l'intento di criticare o satirizzare quella presente, piuttosto che sull'azione o sulle tecnologie) e oggi si chiama "distopico"; la maggior parte dei distopici famosi in circolazione (Divergent, Hunger Games...) è in categoria Young Adults, questo invece è un distopico per adulti.
Il mondo di Splendido visto da qui, o meglio la nazione in cui è ambientato, che non è mai nominata esplicitamente ma è ovviamente l'Italia, prevede un quartier generale che governa la vita delle Zone, ognuna delle quali riproduce, a ciclo continuo, un decennio passato: gli anni Sessanta, Settanta, Ottanta, Novanta e Zero.
Allo scadere del decennio, squadre specializzate resettano la zona e la riportano all'inizio. Immaginate di essere a Novanta in un 1999 qualsiasi, il 31 dicembre: vi entrano in casa, vi portano via il cellulare, i libri di Harry Potter, internet, il lettore DVD e in cambio avete un nuovo modello di telefono, un computer di 10 anni prima, un lettore di videocassette e a mezzanotte: buon 1990! Fra quindici giorni i giornali in edicola parleranno della scadenza dell'ultimatum e dello scoppio della guerra nel Golfo, ma questa volta nessuno svuoterà gli scaffali dei supermercati per paura che la guerra arrivi fin qui: chi l'ha già vissuto lo sa, non ci sarà guerra, e proprio questo senso di sicurezza nella ripetizione è quello propagandato dal Quartier Generale che gestisce tutte le operazioni.
Ovviamente, gestire un mondo del genere richiede sforzi non da poco: il contrabbando, per noia, necessità (cosa succede se sviluppate una malattia la cui cura esisterà solo due decenni dopo il vostro?), moda o gusto del proibito, è molto sviluppato. All'ultimo gradino della catena di controllo ci sono gli spazzini, come il protagonista: dai rifiuti individuano la presenza di oggetti anomali nelle Zone: una plastica che non dovrebbe esistere, un incarto di un genere alimentare che dovrebbe trovarsi altrove e così via. Solo che un giorno durante il Riassortimento, come si chiama il "reset" di fine decennio, da un frigorifero portato via da una casa della zona Settanta salta fuori non un rifiuto anomalo, ma una ragazza con la pistola e la voglia di andare in un'altra zona a scapito di Leo, il protagonista pieno di ansie, timori e complessi, ma che, al momento giusto, li affronta (né eroe né vittima e questo per me è un pregio perché va benissimo che il protagonista sia una persona normale, ma i romanzi con un personaggio imbranato fino all'eccesso, che piagnucola e non combina niente di buono in autonomia, tipo Il caso dei libri scomparsi, di Ian Sansom, mi irritano tantissimo). Da qui, scopriamo poi anche com'è nata la Divisione in zone e cosa ci sia dietro... da leggere assolutamente.
Il consiglio bipolare: altro libro da evitare durante le fasi estreme (troppo in alto e potrebbe incentivare la paranoia, troppo in basso e non è adatto perché si rischia di interpretare male il finale o di farsi sopraffare dall'idea di una ripetizione ciclica degli eventi ogni dieci anni). Se siete impressionabili leggetelo di giorno: a me capita, quando un romanzo prende molto, di rimuginarci su per metà della notte se lo leggo prima di andare a dormire. Ottimo se avete bisogno di una "spintarella" per uscire dalla vostra zona di comfort e volete in primis farlo per interposta persona: identificarsi in Leo, vedrete, è molto facile.
Tempo di lettura: 12 marzo - 16 marzo. L'avrei finito anche prima, ma dovevo anche andare al lavoro...
Valutazione: 📚📚📚📚📚 / 5

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