Se pensavate che gli anziani in una casa di riposo se ne stessero immobili davanti alla TV tutto il giorno, avete sbagliato ospizio. Di sicuro non stiamo parlando dei protagonisti di L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache, di Marco Marsullo.
Un inizio esilarante ci presenta la voce narrante di Agile, cinico capobanda dal cuore d'oro (in fondo), e i suoi compari: il sempre felice Guttalax, il rambo in pensione Brio e il dongiovanni Rubirosa. Tra una lotta e l'altra con la banda rivale per il dominio (!) dell'ospizio, in occasione di una gita collettiva a Roma, i quattro decidono di impossessarsi degli studi di Rete Maria, spodestando il prete che recita (male, a loro dire) il rosario delle 18 per recitarlo loro, come ritengono vada fatto.
Il romanzo comincia con un tono umoristico, la voce narrante di Agile mi ha fatto ridere (in autobus, da sola, che la gente ti guarda sempre un po' male, ma voi provate a immaginare questi vecchietti che durante una fuga precipitosa si fermano incantati davanti ad un cantiere...); poi il tono umoristico sfuma un po', ma il bello del romanzo è che anche nel drammatico non scivola mai nel patetico e ha un finale non banale, che stupirà il lettore. Ad un certo punto infatti può sembrare di intravedere uno schema noto, in realtà non è così.
Il consiglio bipolare: avventura, umorismo e qualche riflessione sui sentimenti, i rimpianti e l'amicizia. Coinvolgente ma non esigente dal punto di vista emotivo. Direi che forse non è adatto ai momenti estremi, ma un po' a tutte le fasi sì, perché vi tiene un po' seduti a leggere in una fase alta e vi dà quel divertimento che vi serve in fase discendente.
Tempo di lettura: 29-31 marzo
Valutazione: 📚📚📚📚📚 / 5
Un inizio esilarante ci presenta la voce narrante di Agile, cinico capobanda dal cuore d'oro (in fondo), e i suoi compari: il sempre felice Guttalax, il rambo in pensione Brio e il dongiovanni Rubirosa. Tra una lotta e l'altra con la banda rivale per il dominio (!) dell'ospizio, in occasione di una gita collettiva a Roma, i quattro decidono di impossessarsi degli studi di Rete Maria, spodestando il prete che recita (male, a loro dire) il rosario delle 18 per recitarlo loro, come ritengono vada fatto.
Il romanzo comincia con un tono umoristico, la voce narrante di Agile mi ha fatto ridere (in autobus, da sola, che la gente ti guarda sempre un po' male, ma voi provate a immaginare questi vecchietti che durante una fuga precipitosa si fermano incantati davanti ad un cantiere...); poi il tono umoristico sfuma un po', ma il bello del romanzo è che anche nel drammatico non scivola mai nel patetico e ha un finale non banale, che stupirà il lettore. Ad un certo punto infatti può sembrare di intravedere uno schema noto, in realtà non è così.
Il consiglio bipolare: avventura, umorismo e qualche riflessione sui sentimenti, i rimpianti e l'amicizia. Coinvolgente ma non esigente dal punto di vista emotivo. Direi che forse non è adatto ai momenti estremi, ma un po' a tutte le fasi sì, perché vi tiene un po' seduti a leggere in una fase alta e vi dà quel divertimento che vi serve in fase discendente.
Tempo di lettura: 29-31 marzo
Valutazione: 📚📚📚📚📚 / 5

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