Nella Book Challenge 2017 c'è una categoria abbastanza ampia: libro comprato durante un viaggio. Così mi sono comprata questo libro, che non ricordo più chi mi avesse suggerito, durante un weekend fuori porta, in un paese sul lago d'Iseo che ha una biblioteca pubblica molto carina (ecco, questa sono io, che vado in vacanza due giorni e finisco per passare una mattina in biblioteca con il mio computer su alcuni saggi di storia locale...) ma le librerie non sa nemmeno cosa sono: ce n'è una sola, ma di quelle che valgono un paese, strane, con libri fuori dal coro anziché l'ultimo romanzo famoso e ipervenduto.L'Istituto per la regolazione degli orologi, apparato burocratico alquanto mostruoso che il protagonista contribuisce a creare nell'Istanbul del dopoguerra, è solo il punto di arrivo della strana vita del protagonista Hayri. Hayri è il prototipo dell'inetto, trascinato qua e là da chiunque nella sua vita: il padre, la zia, uno psicanalista, la società spiritista, il capo dell'istituto... Si potrebbe considerare il libro come una satira della burocrazia fine a sé stessa, che eleva gli incompetenti a capo di uffici inutili: pensiamo al sistema di assunzioni che mette in piedi, metà parenti e metà raccomandati, alle multe sugli orologi non regolati che diventano un'attrazione turistica, ai grafici disegnati prima di assegnare loro un significato. In realtà c'è molto di più, c'è la storia di un uomo e di una città.
Non è un libro facile; sicuramente diventerà, se già non è considerato tale, un classico della letteratura. Io dal canto mio non so dire se mi sia piaciuto o meno: di solito le storie con un protagonista inetto mi irritano, però quando mi irrito con il personaggio per come si comporta e non con lo scrittore è un buon segno, significa che il romanzo funziona bene. In certi punti è lento, come un pomeriggio afoso, e l'uso di "bey/efendi" e "hanim", rispettivamente "signore" e "signora" dopo tutti i nomi non aiuta a ricordarsi chi sia chi. Ma ha dei guizzi che, se siete preparati ad affrontare tutto il resto, forse meritano una possibilità.
"L'amore per la libertà [...] non è altro che una forma di snobismo moderno. Se ne avessimo davvero avuto bisogno, se l'avessimo amata veramente, avremmo colto l'occasione di una delle sue frequenti visite e non l'avremmo più lasciata andare. Che importanza ha? Il giorno dopo il suo arrivo era già scomparsa. La cosa più strana di tutta questa faccenda è che ci abituiamo velocemente alla sua assenza. Ci accontentiamo di vedere il suo nome in una poesia, nei libri di scuola o nei discorsi ufficiali." p. 24
Il consiglio bipolare: Particolarmente difficile da consigliare per una fase precisa: il modo in cui il protagonista viene angariato praticamente da chiunque fa innervosire non poco (oppure potreste identificarvici troppo se siete troppo giù) ed è una lettura che richiede un po' di sforzo. Diciamo che va bene se siete allenati ai grandi classici letterari e non siete in una fase troppo suscettibile
Tempo di lettura: 29 aprile-15 maggio
Valutazione: 📚📚📚 /5
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