All'inizio pensavo che non avrei recensito il classico che avrei letto per la Book Challenge di cui vi parlo così spesso: a chi interessa la mia opinione su un libro letto, straletto e strarecensito? Però per Mrs. Dalloway tocca fare uno strappo alla regola, o questo blog non si chiama più "La lettrice bipolare".
Ero curiosa di leggere qualcosa di Virginia Woolf: se ne sente parlare così spesso in tanti contesti che almeno Una stanza tutta per sé o il classico Gita al faro volevo leggerli prima o poi (ammetto che spesso tendo a confondere la Woolf con altre scrittrici inglesi e me ne vergogno un po') e non è escluso che lo farò. Intanto, la scelta è caduta su Mrs. Dalloway, un po' per caso e un po' perché in Curarsi con i libri era proposto come rimedio per il "malessere del lunedì mattina". Fortunatamente l'ho letto in vacanza, perché il consiglio biblioterapeutico è decisamente pessimo.
Almeno, non rientra nella mia idea di sollievo essere sballottati nella psiche di così tanti personaggi, tutti quanti, in un modo o nell'altro, riflettenti il disturbo forse bipolare, certo dell'umore, di cui soffriva probabilmente la Woolf. Grande scrittrice, perché i suoi personaggi appaiono così reali proprio nelle loro oscillazioni emotive, nei loro pensieri, nelle loro paure, esaltazioni e paranoie (Septimus, senza dubbio, ma nemmeno gli altri scherzano) attraverso cui il mondo viene descritto.
Se siete empatici non nel senso comune del termine di "persona in grado di capire le emozioni altrui" ma nel senso reale di "persona che sente le emozioni altrui come proprie" (adesso va di moda dire "ipersensibili"), il che è più una iattura che un pregio, questo romanzo, ve l'assicuro, vi mette nei guai. Dal punto di vista dei fatti succede molto poco: nel giorno in cui Mrs. Dalloway sta organizzando una festa in casa propria, facciamo la conoscenza di vari personaggi, tra cui il reduce Septimus, che più di tutti, visto l'esito tragico, è l'alterego della Woolf, e la moglie Lucrezia, gli psichiatri che hanno in cura Septimus, il marito di Mrs. Dalloway che si reca a pranzo da una conoscente che necessita di un aiuto per una lettera da scrivere al giornale, l'ex pretendente di Mrs. Dalloway, la figlia e la sua severa insegnante di storia... Psicologia romanzata, un romanzo bello, ma senza sconti.
Il consiglio bipolare: Un lungo periodo di eutimia (umore neutro o proporzionato agli eventi che vi capitano) è quello che ci vuole per affrontare questo romanzo. Le oscillazioni emotive nude e crude dei personaggi, nella cui testa il lettore passa gran parte del tempo, sono troppo intense e ricalcano troppo da vicino l'andamento bipolare per essere adatti a qualsiasi altro momento. Invece se volete un po' capire cosa passa, certe volte, per la testa di un bipolare, potrebbe essere il romanzo giusto.
Tempo di lettura: 15 agosto - 26 agosto
Valutazione: 📚📚📚📚 /5

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