La casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine, di Ransom Riggs

Questa volta ho invertito l'ordine normale delle cose e sono andata a vedere il film prima di leggere il libro. A dire il vero, il libro l'avevo già adocchiato prima dell'uscita del film, ma non ero mai decisa a comprarlo e alla fine sono andata al cinema senza aver letto la saga. L'ho cominciata adesso per la Book Challenge e mi dispiace di aver trovato solo i prmi due volumi quando finalmente ero andata per acquistarli. Devo assolutamente recuperare il terzo, mi seccherebbe perdermi il finale.
Jacob ha sedici anni ed è molto affezionato al nonno, anche se le favole e le storie dei ragazzi Speciali che il nonno gli raccontava gli sono costate diverse prese in giro da parte dei compagni e un notevole isolamento a cui Jacob, da buon sedicenne, reagisce con sarcasmo e un po' di rabbia repressa. Ma quando il nonno viene aggredito (da un animale?) e muore, incoraggiato dallo psichiatra e accompagnato dal padre, va nell'isola in cui il nonno è cresciuto, in un orfanotrofio gestito da Miss Peregrine e per ragazzi "speciali". Fino a quel momento, "speciali" per Jacob voleva dire profughi della seconda guerra mondiale, ma quando li trova scopre che Emma può generare fuoco dalle mani, Olive può volare, Millard è invisibile, Bronwyn ha la forza di dieci uomini, Hugh uno sciame di api che vive dentro di lui: esistono davvero ed esistono all'interno di un anello temporale per cui si ripete continuamente il 3 settembre 1940. Certo, ogni giorno è diverso per i ragazzi, ma si tratta sempre di essere bloccati in un giorno del 1940, isolati da tutto e da tutti. Sembra un idillio e anche Jacob è tentato di restare, ma in effetti assomiglia molto ad una prigione dorata e anche per i ragazzi, quasi tutti adolescenti, la vita non è facile come sembra. Anche perché ci sono mostri che danno la caccia agli Speciali, da cui bisogna nascondersi... ma fino a che punto è possibile farlo?
A me piace Tim Burton e trovo che il film sia ben fatto. Un po' lento all'inizio, ricco di effetti alla fine, una bella avventura con cui passare il tempo. Finito il libro, ho voluto riguardare il film e devo dire, come capita nel 99% dei casi, che però il libro è meglio. Le differenze sono poco rilevanti e il libro è meglio proprio perché è libro: può permettersi di essere più introspettivo e più corale. Nel film, risalta il protagonista rispetto agli altri ragazzi, che sono anche più piccoli rispetto al libro (Bronwyn, la bambina forzuta, in particolare, non è una bambina nel libro), mentre il libro è più corale. Il film è obbligato a mettere in scena la ripetitività dell'anello temporale con piccoli avvenimenti: lo scoiattolo che cade dall'albero ad una certa ora, la telefonata... nel libro gli avvenimenti si ripetono più che altro fuori, ma l'oppressività di una giornata che si ripete di continuo si intravede molto bene nei pensieri e nei comportamenti dei personaggi. Che rispetto al film sono meno semplificati, più realistici e quindi li comprendiamo più volentieri, incluso l'inizialmente scontroso (ma per autodifesa) Jacob. Per essere un romanzo fantastico è anzi piuttosto realistico per quanto riguarda le reazioni delle persone alle varie situazioni: non è una fiaba e se serve non fa sconti.
Si legge facilmente e voracemente, in particolare i capitoli finali, lo stile di scrittura è piuttosto neutro e va bene così perché lascia spazio alla storia e ai suoi protagonisti.
Il consiglio bipolare: I romanzi di avventura e fantastici vanno tutto sommato sempre bene. E' leggero e non impegnativo, non eccessivamente drammatico. Giusto un po' opprimente la questione dell'anello temporale, ad un certo punto l'angoscia della situazione si rivela a Jacob e quindi anche a noi lettori. Però, anche se magari in fase bassa può darvi un po' di ansia, arrivate comunque fino alla fine e ne sarete tutto sommato sollevati.

Tempo di lettura: 22-26 novembre
Valutazione:  📚📚📚📚📚 /5

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