Alan Turing: storia di un enigma, di Andrew Hodges

Le basi per due cose che oggi diamo per scontate, il computer e la liberazione sessuale, hanno le loro radici nella seconda guerra mondiale e uno dei protagonisti del processo (più per quanto riguarda il primo che per quanto riguarda la seconda) è stato Alan Turing. Sarebbe difficile spiegare in poche righe, perché non vorrei riscrivere il libro di Andrew Hodges, chi è stato effettivamente Alan Turing. Matematico della prima metà del XX secolo, è stato forse uno degli ultimi scienziati di un tempo, di quelli che credevano nella libertà di scienza e ricerca da ogni legame e che sapevano spaziare da una branca all'altra (non si è occupato solo di matematica, ma anche di chimica, di decrittazione dei codici nemici durante la seconda guerra mondiale, di ingegneria, di elettronica, di meccanica e infine di biologia fino a sconfinare nella psicologia nell'ultima parte della sua vita). Alan Turing: storia di un enigma è però molto di più di una biografia e questo è quello che lo rende al tempo stesso interessante e di difficile lettura: ogni cosa è collocata nel suo contesto, dall'esperienza scolastica di Turing, collocata all'interno del sistema scolastico inglese dell'epoca, così determinante per la concezione dello Stato in Gran Bretagna, allo sviluppo delle matematiche nella prima metà del secolo, al cambio di strategia nel corso della seconda guerra mondiale per quanto riguarda il trattamento dell'informazione, alle esperienze più varie e alle teorie dietro la costruzione dei primi calcolatori nel dopoguerra, fino alla concezione dell'omoessualità come disordine e potenziale minaccia per lo stato per la ricattabilità a cui questa condizione esporrebbe e perché "si risponde prima alla propria coscienza e poi alla società". Apre veramente molto gli occhi sulla nascita della società in cui viviamo. Per questo non è sempre facile da seguire: sullo sviluppo delle matematiche mi sono persa, perché sono rimasta alle quattro operazioni, e anche i continui riferimenti ad Alice nel paese delle meraviglie o a Shakespeare non alleggeriscono l'esposizione, ma la rendono più difficoltosa.
Mi ci sono voluti quasi due mesi per finirlo: ne è valsa la pena,  ma è una lettura in salita...

Il consiglio bipolare: non essendo un libro facile, forse sono più i casi in cui è sconsigliato, pur essendo un buon libro. Severamente vietato in caso di inclinazione alla paranoia (servizi segreti, spionaggio in guerra e in pace...) perché va ad alimentare questa non piacevole tendenza. Evitatelo anche se state cercando di tenere sotto controllo una fase alta perché potrebbe "espandervi" all'eccesso, o se una fase bassa si fa pesante, per via dell'esito finale.

Tempo di lettura: 2 novembre - 27 dicembre
Valutazione:  📚📚📚📚 /5

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