Solo una cosa prima di cominciare a parlare di questo graphic novel: leggetelo. Leggetelo e basta.
La mia ciclotimia ha la coda rossa, della fumettista francese Lou Lubie è la storia, raccontata in modo tenero e leggero, dell'autrice faccia a faccia con la sua malattia, la ciclotimia, impersonata nel fumetto da una volpe. Non molto grossa, ma in grado di metamorfosi improvvise e che per il bene dell'autrice va tenuta sotto controllo. In una vignetta l'autrice stessa spiega ad uno psicanalista che forse la volpe è perché da piccola odiava "Il piccolo principe": l'ho adorata.
Al tempo stesso, è un'opera di divulgazione sui disturbi bipolari e su come ci si convive. Perché "non è tutto nella testa" di chi ce l'ha. Perché non è vero che "in fondo tutti hanno sbalzi d'umore". Perché non basta "smetterla di essere così ipersensibile". Finora, la migliore opera divulgativa sul tema che abbia mai letto: centra sempre il punto, sia che parli della voglia di farla finita, sia che parli del funzionamento distorto dei neurotrasmettitori. In più è un fumetto, quindi facile, scorrevole, anche divertente e autoironico, senza essere edulcorato.
Mi è piaciuto davvero molto, l'ho letto in una sera e riletto già due volte, sto rompendo i cosiddetti a un po' di persone che mi conoscono perché lo leggano, però è davvero difficile scriverne qui rendendogli giustizia. Potete visitare questo sito http://www.fumettologica.it/galleria/ciclotima-lou-lubie/ per vedere qualche vignetta, oppure il sito dell'originale francese, se ve la cavate con la lingua. Un plauso anche alla traduzione, che valorizza sia la leggerezza che l'aspetto divulgativo.
Il consiglio bipolare: ho detto leggetelo, ho già detto tutto. Vale anche e soprattutto se avete una persona a cui volete bene che ha a che fare con una delle varie forme di disturbo bipolare.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5
La mia ciclotimia ha la coda rossa, della fumettista francese Lou Lubie è la storia, raccontata in modo tenero e leggero, dell'autrice faccia a faccia con la sua malattia, la ciclotimia, impersonata nel fumetto da una volpe. Non molto grossa, ma in grado di metamorfosi improvvise e che per il bene dell'autrice va tenuta sotto controllo. In una vignetta l'autrice stessa spiega ad uno psicanalista che forse la volpe è perché da piccola odiava "Il piccolo principe": l'ho adorata.
Al tempo stesso, è un'opera di divulgazione sui disturbi bipolari e su come ci si convive. Perché "non è tutto nella testa" di chi ce l'ha. Perché non è vero che "in fondo tutti hanno sbalzi d'umore". Perché non basta "smetterla di essere così ipersensibile". Finora, la migliore opera divulgativa sul tema che abbia mai letto: centra sempre il punto, sia che parli della voglia di farla finita, sia che parli del funzionamento distorto dei neurotrasmettitori. In più è un fumetto, quindi facile, scorrevole, anche divertente e autoironico, senza essere edulcorato.
Mi è piaciuto davvero molto, l'ho letto in una sera e riletto già due volte, sto rompendo i cosiddetti a un po' di persone che mi conoscono perché lo leggano, però è davvero difficile scriverne qui rendendogli giustizia. Potete visitare questo sito http://www.fumettologica.it/galleria/ciclotima-lou-lubie/ per vedere qualche vignetta, oppure il sito dell'originale francese, se ve la cavate con la lingua. Un plauso anche alla traduzione, che valorizza sia la leggerezza che l'aspetto divulgativo.
Il consiglio bipolare: ho detto leggetelo, ho già detto tutto. Vale anche e soprattutto se avete una persona a cui volete bene che ha a che fare con una delle varie forme di disturbo bipolare.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5

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