Il paradiso degli orchi, di Daniel Pennac

In attesa del post sugli acquisti di febbraio, che non sono stati pochi nemmeno questo mese, recupero il ritardo con la recensione di questo Pennac che ormai è un classico.
Protagonista del libro è Benjamin Malaussène, che fa il capro espiatorio al grande magazzino: in pratica, il suo lavoro consiste nell'essere rimproverato duramente di fronte al cliente che presenta un reclamo, in modo da farglielo ritirare. Non un bel lavoro, ma quando si hanno tutti quei fratelli di varie età a carico e una madre che torna a casa costantemente incinta per poi scaricare il nuovo venuto e andarsene da capo, non si può fare tanto gli schizzinosi. Succede però che al grande magazzino comincino a scoppiare delle bombe, uccidendo dei clienti in quello che si rivela non essere un disegno casuale...
Difficile commentare il libro; senza dubbio Pennac è bravo, lo stile molto visivo e immaginario non mi dispiace (a me piace anche Benni, che però è più verbale) e sicuramente quando dei personaggi mi fanno incazzare come se fossero veri, significa che lo scrittore ha fatto un buon lavoro. Proprio questo mi ha rovinato il piacere del romanzo: tutti possono permettersi di essere geniali, eccentrici, liberi (e combinare danni e disastri) perché c'è Malaussène che paga, sistema, sopporta e fa vivere tutti felici. A chi interessa davvero di lui?
Non ditemi che è finzione: è fin troppo reale come meccanismo e non fa ridere. Fa ridere se siete di quelle persone che vivono sugli altri, o quei bullizzati che invece di pensare "Questo fa schifo, non deve accadere più a nessun altro", in fondo aspettano di poter essere bulli anche loro e avere la loro rivalsa sul mondo (sono così quelli che trovano divertente Fantozzi, ad esempio...).
In definitiva questo e il fatto che la trama, che di per sé sarebbe interessante, passi in secondo piano rispetto ai personaggi e debba quasi "sgomitare" per farsi largo in tutto quel caos, non mi sono piaciuti. Non posso dire che sia un brutto libro e magari i capitoli successivi della saga dei Malaussène saranno migliori visto che ormai la famigliola ci è stata presentata, ma mi ha lasciato tonnellate di amaro in bocca.
Il consiglio bipolare: Ipersensibili? Avete l'impressione di tirare la carretta tutto da soli e che le vostre esigenze passino in secondo piano, o di non essere considerati se non come bancomat o animale da soma? Bene, allora lasciate perdere. Leggete altro. L'esperienza l'ho già fatta io per voi. 
Valutazione: 📚📚📚/5

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