Di solito non mi piace commentare la lettura di un classico; penso sempre che sia inutile e anche un po' presuntuoso pensare di avere qualcosa da dire su un autore straletto e strastudiato. Però per diverse ragioni faccio un'eccezione per questo Calvino.
La prima ragione è che è passata una settimana dalle elezioni. Persino io che normalmente mi comporto da struzzo, con la testa sotto la sabbia (eh, sì, ammetto di essere un po' vigliacca), non ho potuto ignorare la cosa. Mai vista tanta fila al seggio e non era solo perché gli scrutatori avranno avuto 120 anni in sei o perché c'era il tagliando anticontraffazione.
La seconda ragione è che questo libro era quello del mio rito librario del compleanno, quello pescato dalla lista dei libri per i trentenni. Devo dire che è un consiglio adeguato alla media dei miei coetanei, che salvo poche eccezioni tendono ad essere piuttosto disimpegnati.
La giornata d'uno scrutatore parla della giornata di Amerigo Ormea, iscritto al partito comunista, che fa lo scrutatore in un'elezione degli anni Sessanta, ma non in un seggio qualsiasi: viene assegnato al Cottolengo, l'ospedale torinese per malati e indesiderati vari, gestito da preti e suore, con tutte le complicazioni del caso, dal girare tra le corsie per far votare, dall'accettare che il prete voti al posto del menomato... E per tutta la giornata Amerigo riflette su una serie di avvenimenti, inclusa la sua relazione con una donna. Servono a qualcosa tutti i suoi ragionamenti? Si comporta coerentemente con le sue idee? Direi di no: perché Amerigo sia comunista non si sa bene, ora gli pare giusta una cosa e ora un'altra, non ha un vero e proprio sistema di valori, ora parteggia per l'ideale, ora per la comprensione umana. Certo, è comunista cresciuto in un paese profondamente cattolico come l'Italia e Calvino è bravissimo a tratteggiare questo personaggio molto reale e umano nelle sue oscillazioni, ma che verrebbe ogni tanto voglia di scrollare un pochino.
Il consiglio bipolare: Nonostante l'ambientazione nell'ospedale non sia delle più facili, se parliamo di bipolarismo nel senso di umore, questo è un libro che potete leggere sempre, perché è breve e non emotivamente trascinante (a meno che non siate proprio in quella fase disperata in cui "non cambierà mai niente" è la frase che più vi deprime). Ma questa volta un consiglio anche per quanto riguarda il bipolarismo politico: se vi definite di "sinistra" e vi state chiedendo dove si sia persa esattamente la sinistra italiana, leggete questo libro.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5

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