Mia nonna saluta e chiede scusa, di Fredrik Backman

Elsa ha sette anni, è intelligente e bullizzata, ha una sciarpa di grifondoro dalla quale non si separerebbe mai e una nonna mezza matta, che fa quello che vuole e getta scompiglio nelle vite altrui. Ma fa di tutto, a modo suo, per aiutare la nipote e quando poi muore di tumore coinvolge Elsa in una caccia al tesoro con la consegna di buste in cui "chiede scusa"... Le fiabe che la nonna raccontava ad Elsa diventano una chiave per capire una realtà che è più grande della bambina: Elsa finirà per confrontarsi con situazioni complesse, con le diverse infelicità dei personaggi che popolano il loro condominio, con i propri sentimenti nello scoprire che anche la nonna è stata, come diceva lei, un po' "bastarda". Si può voler bene lo stesso alla nonna che ha fatto del bene a tante persone, ma è tornata a casa per sua nipote e mai per sua figlia? Si può voler bene ad una persona che non è quella che conoscevi e che all'improvviso tutti sembrano conoscere meglio di te?
L'elemento fiabesco è quello che ho apprezzato di più: con le fiabe la nonna ha preparato Elsa a confrontarsi con le storie degli altri e i racconti sono anche piuttosto originali. Ma ho trovato abbastanza antipatiche Elsa e sua nonna. Elsa, perché è arrogante e saccente, ma fin qui è abbastanza normale perché a sette anni, se non hai un freno (gli adulti sono i grandi assenti del libro) e tutti ti dicono che sei intelligente, pensi di sapere tutto e di essere sempre nel giusto; ma la nonna è adulta e il fatto che si diverta a creare scompiglio nelle vite altrui, fregandosene dei loro sentimenti il più delle volte perché ne ha paura lei stessa, è irritante. Ho veramente poca tolleranza nei confronti delle persone che si possono permettere di fare e dire tutto quello che gli va, senza curarsi delle conseguenze solo perché queste saranno sopportate da altri; che si tratti di un romanzo, vedi anche la recensione di Il paradiso degli orchi, o della realtà.
Non è un caso se dopo queste due letture emotivamente impegnative ne sto affrontando un'altra diametralmente opposta, in cui i sentimenti non debordino e che sia più rilassante...
Il consiglio bipolare: Se le ingiustizie vi irritano o deprimono oltre misura o se avvertite sulle vostre spalle un carico posto da altri, passate oltre: anche se il libro ha un lieto fine per arrivarci si attraversano molte storie amare. Al contrario se avete un bambino interiore vivace, che ritiene che le fiabe possano addolcire la realtà e ne trova sollievo, forse potrete apprezzare la caccia al tesoro di Elsa e il premio finale.
Valutazione: 📚📚📚 / 5

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