30 marzo, giornata mondiale del Disturbo Bipolare. Ogni malattia ha la sua giornata: di solito trovo queste cose un pochino ipocrite, nel senso che una giornata non basta se poi resta lo stigma o il mancato riconoscimento o l'indifferenza per il resto del tempo. Però mi tocca fare un'eccezione per il Disturbo bipolare, anche per rendere un po' di giustizia al blog (potevo chiamarlo "la lettrice umorale", se si fosse trattato solo di parlare di emozioni suscitate dalla lettura, no?). E per restare in tema con il blog, vi suggerisco qualche lettura:
La mia ciclotimia ha la coda rossa, di Lou Lubie, ed. Comicout. Lo so che vi sto frantumando gli attributi con questa graphic novel, ma è veramente il libro dell'anno sull'argomento: è un fumetto, quindi anche se non leggete molto può andare, è divertente, quindi non vi angoscia, è clinicamente preciso, quindi niente fandonie.
Una diversa follia, di Karla Dougherty, ed. Sperling & Kupfer. Questo è incentrato sul disturbo bipolare di tipo 2, meno riconosciuto e riconoscibile del tipo 1 e quindi spesso a torto ritenuto minore. Anche se come il precedente parte dall'esperienza dell'autrice, è più un testo medico che autobiografico.
Una mente inquieta, di Kay Redfield Jamison, ed. TEA, è invece un testo autobiografico; l'autrice è una nota psichiatra statunitense, specializzatasi in disturbi dell'umore anche in seguito alla sua diagnosi. In questo, così come in Lunatica, di Alessandra Arachi, ed. Rizzoli, non mi sono riconosciuta neanche un po': semplicemente, le autrici soffrono di disturbo bipolare di tipo 1, quello che porta con sé la più evidente mania, invece che una socialmente più accettabile ipomania, e depressioni devastanti agli occhi di chiunque, e io no. Come dice la volpe di Lou Lubie parlando del disturbo bipolare di tipo 1: "come lui ce n'è solo tra l'1% della popolazione, ma se ne parla come se "il bipolarismo" fosse lui e basta".
Toccato dal fuoco, della stessa autrice e casa editrice, parla invece del rapporto tra creatività e depressione: è vero che tutti i geni, i creativi, o più in generale gli uomini intelligenti soffrono di depressione (sapevate che lo sosteneva anche Aristotele?) e/o hanno personalità maniacali ed eccentriche?
Melanconia e creazione in Vincent van Gogh, di Massimo Recalcati, ed. Bollati Boringhieri, è il doveroso tributo di questa lista al pittore in onore del quale la giornata è stata stabilita.
Infine, una mano per gestire una testa un po' ballerina: scordatevi di trovare libri simili in italiano, al massimo potete avere i quadernetti A. Vallardi (che sono molto carini) sulla gestione della rabbia, lo stress, sull'autostima... ma cose pratiche come gli ultimi libri che vi presento non ce ne sono. Sono il Bipolar II disorder workbook, ed. New Harbinger, che tra l'altro spiega molto bene la differenza tra i due tipi di disturbo, al di là delle definizioni da DSM che sono tecniche ma non esauriscono l'esperienza, e il più generico The bipolar workbook, di Monica Ramirez Basco, ed. Guilford press. Sono due veri e propri eserciziari per impadronirsi di qualche tecnica di autoaiuto (l'analisi dei pensieri automatici, ad esempio, utilissima, se solo fosse anche facile da applicare) valida per tutti ma in questo caso applicata all'esplorazione della propria forma di disturbo.
Commenti
Posta un commento