A giugno ho comprato relativamente pochi libri: come vedete sono sette, e degli ultimi due vi ho già parlato nel post precedente, sono arrivati giusto ieri. Tutti gli altri acquisti sono stati guidati da scuse varie, tra le quali vince la mia preferita: "ma c'è lo sconto!". Ma ci sono altre scuse più originali:
- La fabbrica di cioccolato, di Roald Dahl e Pomi d'ottone e manici di scopa, di Mary Norton. Li metto assieme perché condividono i motivi per cui li ho comprati. A parte la book challenge 2018 a cui sto partecipando su facebook, l'anno scorso mi sono divertita a leggere il romanzo Mary Poppins di cui finora avevo solo visto il film, perciò un'offerta è stata una buona scusa per ripetere l'esperimento anche quest'anno. Ho già letto La fabbrica di cioccolato: come tutti i bambini della mia età mi ero divertita con il film con Gene Wilder protagonista, mentre quello con Johnny Depp l'ho visto da adulta e solo perché mi piace Tim Burton. Secondo me da adulti è più facile apprezzare i film, mentre il libro tutto sommato è una lettura semplice, adatta a bambini piccoli e costruito solo attorno ad una sequenza di fatti. Niente recensione estesa quindi per la fabbrica di cioccolato sul blog, ma ve lo consiglio comunque se avete bisogno di una lettura che non faccia pensare, che sia semplice da seguire e non abbia implicazioni emotive.
- La chiave a stella, di Primo Levi. Comprato sia perché buono per la Challenge, ma soprattutto perché ne avevo già sentito parlare, e mi aveva incuriosito, nel volume Curarsi con i libri, che lo consiglia come cura per la "mancanza di voglia di lavorare" (ho qualche difficoltà con l'ambiente di lavoro, ma capitemi: al di là dei problemi d'umore, sono bibliotecaria in una biblioteca dove metà degli utenti detesta (que)i libri e anche una parte del personale non è che li tratti con gran simpatia). Terza scusa, il telo Einaudi a tema "Gita al faro" che va a fare compagnia a quello dell'anno scorso "L'isola del tesoro" (ancora i gadget!).
- Molestie morali, di Marie France Hirigoyen. Un tema disturbante quello delle molestie non fisiche ma fatte di "parole, sguardi, sottintesi": si parla di demansionamento, mobbing, manipolazione, denigrazione, spesso condotte in modo tale che la vittima non appare poi tanto vittima all'esterno. Dopotutto, un occhio nero è ben visibile, un disagio dovuto a piccole manipolazioni, ricatti emotivi, esclusione non è facile da definire. Sono quindi un po' titubante a leggerlo, perché è un tema che mi interessa ma devo indovinare il momento giusto per farlo evitando i periodi in cui sono più ipersensibile, altrimenti finisco per farmi male. Per lo stesso motivo vorrei ma non ho ancora letto Fame, di Roxane Gay, e Io e lei, di Fiamma Satta.
- L'altra parte, di Alfred Kubin. Alfred Kubin è un illustratore austriaco che ho scoperto poco tempo fa ma non mi ricordo già più come (forse guardavo delle illustrazioni alle opere di E. A. Poe): cercatelo anche su Wikipedia, perché le sue illustrazioni e litografie, ispirate a sogni e incubi, sono affascinanti. Il suo unico romanzo, questo, faceva parte di un gruppo di volumi di Adelphi in offerta e ne ho approfittato.
L'anno prossimo devo assolutamente leggere più dallo scaffale dei non letti, perché vedo che li sto accumulando rapidamente; questo non significa necessariamente comprarne meno!
Commenti
Posta un commento