Siamo abituati ad associare le allucinazioni alle psicosi, o al massimo al consumo di droghe: in realtà, ci spiega Oliver Sacks in Allucinazioni, sono un fenomeno più comune di quello che si pensi, ma per colpa dello stigma i più non vogliono ammetterlo o preferiscono definire quello che vedono in altro modo.
In questo libro, il neurologo Oliver Sacks tratta del fenomeno delle allucinazioni a tutto tondo e ci guida in una specie di viaggio alla scoperta dei motivi geometrici che vede chi soffre di emicranie con aura, delle visioni di chi ha perso la vista ma ha un cervello che compensa la perdita del senso (un po' come per gli arti fantasma, che sono ugualmente trattati nel libro), delle allucinazioni indotte dalla droga, dei sogni con sensazioni tattili e così via. Praticamente scopriamo che chiunque potrebbe avere episodi allucinatori nel corso della propria vita e che quelli legati o dovuti a forme di psicosi sono solo una piccola parte; per la maggior parte si è consapevoli che quello che si vede sono allucinazioni. Ci sono poi le mispercezioni, quando i sensi percepiscono qualcosa e il cervello ci costruisce su... mi è capitato di avere episodi di fosfeni (bagliori luminosi quando si guarda nel buio, l'ultima volta assomigliavano agli occhi di un gatto che fosse seduto davanti al mio letto, ma io non ho gatti e nemmeno un posto a quell'altezza a cui un gatto potrebbe sedersi) o di percepire con la coda dell'occhio un movimento sul pavimento che poteva essere un insetto o anche niente, perciò è stato interessante leggere esperienze simili, o totalmente diverse. Ultimamente mi sto interessando un po' al funzionamento del cervello, che è affascinante e lontano dall'essere quella macchina perfetta e compiuta come una volta si pensava che fosse: ha invece un alto grado di adattamento e questo libro ne descrive una parte.
A differenza di altri libri su questo tema, Sacks scrive con la neutralità del medico, anche quando parla di esperienze con le droghe, ma con uno stile da divulgatore, perciò si legge molto scorrevolmente, aiutati anche dalla divisione in capitoli, ciascuno dedicato ad un fenomeno diverso. Potete lasciare e riprendere la lettura abbastanza facilmente; un plauso anche alla traduzione, che non cede alla tentazione di utilizzare termini specialistici dove non ci sono.
Il consiglio bipolare: che siate bipolari o interessati, è una lettura da fare e non presenta particolari difficoltà; per via dei capitoli sulla sperimentazione delle droghe, che l'autore ha fatto in prima persona nel clima della neurologia nascente degli anni Sessanta-Settanta, in California (potete immaginare...) lo sconsiglio però in fase ascendente o in fase alta conclamata, perché potrebbe farvi venire la pessima idea di sperimentare anche voi, che non è il caso.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5

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