Il manuale dello stagista killer, di Shane Kuhn

Lo stagista è una presenza invisibile: lo si carica di lavoro, possibilmente lavoro che nessuno vuole fare e che non ha nemmeno l'alibi di essere formativo, ma nessuno si ricorda la sua faccia e tantomeno il suo nome. La copertura perfetta per il sicario John Lago che, al soldo della Risorse Umane, si infiltra nelle aziende e negli studi di avvocato per arrivare al suo bersaglio, in genere piuttosto altolocato e piuttosto ben protetto. Capacità di rendersi invisibile, di combattere come un ninja e di trovare sempre una via d'uscita sono le qualità del protagonista e voce narrante di Il manuale dello stagista killer.
Di sicuro non rientrerà tra i capolavori della letteratura, ma è una lettura divertente e scorrevole: la voce narrante di John oscilla tra sentimentalismo e atteggiamenti da duro, autoironia e autocompiacimento e dà carattere al romanzo, che altrimenti sarebbe stato un thriller come altri. Ce n'è per tutti i gusti: sparatorie, dettagli trucidi, commedia degli equivoci, una storia d'amore (per quanto si possa chiamare tale, in effetti è piuttosto bizzarra), colpi di scena, tutti contro tutti. Certamente deve piacervi il genere: è un thriller il cui protagonista è pur sempre un sicario pagato per ammazzare qualcuno e contemporaneamente indirizzare le indagini contro qualche nemico, vero o presunto, del qualcuno di turno, e anche la sua storia personale non è per niente leggera e divertente. Non c'è la commedia brillante annunciata nella quarta di copertina, ma a me è piaciuto comunque come lettura di svago.
Il consiglio bipolare: Se siete ansiosi e il sangue vi spaventa, lasciate perdere; se invece amate i thriller a base di spionaggio e inseguimenti, dategli una possibilità. Magari evitatelo se siete in una fase bassa in cui qualsiasi cosa vi angoscia, sentite troppo la sofferenza altrui o al contrario siete indifferenti all'universo mondo...
Valutazione: 📚📚📚📚 / 5

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