L'avversario, di Emmanuel Carrère

L'ho preso per la Book Challenge e perché mi ispirava la storia: Emmanuel Carrère si interessa a Jean-Claude Romand, ometto apparentemente tranquillo, di professione medico, che ad un certo punto della sua vita uccide moglie, figli e genitori. Un raptus? Un omicidio premeditato? Il punto è che quando si comincia ad indagare su di lui si scopre che non è e non è mai stato un ricercatore all'OMS come ha sempre detto, che non ha mai conseguito la laurea in medicina, che non ha un linfoma come aveva spacciato agli amici e alla moglie... secondo la quarta di copertina dietro queste bugie non c'è la copertura di qualcos'altro, in realtà, leggendo il racconto di Emmanuel Carrère, scopriamo che c'è qualcosa dietro, ma molto più banale, anche se lo scrittore stesso non lo ammette apertamente: Romand è un truffatore e un narcisista, tenta di manipolare le persone per avere la loro approvazione, ma usa lo stesso prestigio per convincerle ad affidargli soldi da investire, grazie ai quali ha potuto mantenere la sua famiglia e la sua finzione (il suo personaggio, o il suo "romanzo narcisistico" come dicono gli psichiatri che lo seguono dopo l'arresto). 
L'Avversario racconta appunto la storia di Romand, senza morbosità, ma anche senza sincerità: si sta al gioco del narcisista, che in prigione, tranquillo com'è, diventa il beniamino dei volontari cattolici e assume un nuovo personaggio, quello dell'assassino pentito, del figliol prodigo, di quello che prega giorno e notte per il perdono. Su questo mi fermo, perché altrimenti attacco una filippica infinita sull'ipocrisia del concetto di perdono, che in una società civile e laica nel senso di non influenzata dalle religioni monoteiste rivelate dovrebbe essere sostituito da quello di espiazione. Dico però che sono d'accordo con quella giornalista che, ad un certo punto, dice a Carrère che questi volontari sono la rovina di Romand, perché gli danno la possibilità di costruire un nuovo personaggio fornendogli un pubblico, quando invece sarebbe meglio che affrontasse sé stesso senza costruzioni.
Un po' snervante, verso la fine, l'improvvisa virata nel cattolicesimo, anche da parte dell'autore: provvidenza e redenzione non sono cose che fanno per me. Da questa parte il titolo del libro, l'Avversario (ovvero Satana) inteso non come entità religiosa ma come entità psicologica, il "lato oscuro" di Romand, il suo essere mentitore, nascondersi dietro un'ombra. 
Come al solito, in tutto questo, delle vittime non interessa a nessuno.
Il consiglio bipolare: omicidi, truffe, manipolazioni, sono tutti argomenti da affrontare quando si sta abbastanza bene da vedere la realtà in maniera oggettiva. In questi periodi può fornire interessanti spunti di riflessione sul perdono, sulle conseguenze delle bugie e soprattutto su cosa accade quando non si affronta sé stessi.
Valutazione: 📚📚📚/5

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