Racconti al tramonto, di Bram Stoker


Racconti al tramonto è una raccolta di fiabe scritte da Bram Stoker, che oggi è conosciuto soprattutto per Dracula e al massimo per La dama del sudario, ma in realtà è stato uno scrittore abbastanza versatile e senza dubbio, e senza i pregiudizi che a volte accompagnano i romanzi fantastici, merita di entrare nelle antologie di letteratura inglese come esempio di letteratura vittoriana.
Questo sono queste fiabe: letteratura vittoriana. Dove il bambino dev’essere “edificato” e quindi le storie devono essere morali: tra dio, provvidenza, virtù, cavalieri senza macchia e fanciulle senza peccato, le prime fiabe si inquadrano perfettamente nella visione del mondo del periodo in cui nascono. Oggi non le considereremmo adatte ai bambini, soprattutto perché tutta questa morale annoia noi adulti per primi, ma teniamo conto che sono state scritte qualche anno prima della più famosa raccolta Il principe felice di Oscar Wilde, a cui un po’ assomigliano. Vanno semplicemente collocate nel loro tempo e sono perfettamente godibili.
Poi però arrivano le sorprese. Il costruttore di ombre è la mia preferita, quasi poetica, difficile da spiegare e si può solo leggere e apprezzare il ritmo delle parole:

Il solitario Costruttore di Ombre è sempre al lavoro nella sua solitaria dimora.
I muri son fatti di nuvole, e tutt'attorno attraverso di loro, mutevoli per natura, passano le cupe ombre di tutto quanto è stato.

Altra sorpresa Come 7 perse il senno, più vicina alle nostre fiabe per bambini, quasi una fiaba di Rodari, sul povero numero sette bistrattato dagli scolari che imparano le tabelline e rubato al mondo da un corvo dispettoso. Il castello del Re della Morte è invece una variante del racconto di Orfeo ed Euridice, altra bella fiaba poetica
Pur con tutta l’incompatibilità che c’è tra me e la morale cristiana vittoriana, anche questo Bram Stoker mi è piaciuto. E’ però un libro che si apprezza, salvo i tre racconti che ho citato per titolo, se adeguatamente collocato nel suo contesto storico e naturalmente se vi piacciono le fiabe con una vena poetica e una patina gotica, dove gotica sta ad indicare il genere letterario vero e proprio e non le altre estensioni del termine (no, non basta che ci siano i vampiri per definire un romanzo “gotico”, anzi, ultimamente i vampiri hanno ben poco di gotico).
Il consiglio bipolare: buono per quelle fasi leggermente in ribasso in cui avete voglia di leggere qualcosa di leggero e che vi “coccoli” un po’, magari abbinato ad una bella bevanda calda (ovviamente, non adesso, in piena afa di agosto...). Sconsigliato invece se state andando verso l’alto perché, come tutte le cose con spiccate dichiarazioni morali e religiose, esalta invece di tranquillizzare.
Valutazione: 📚📚📚📚/5

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