Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux ha avuto molte trasposizioni, sia al cinema che nella musica. Io non le ho viste, ma da quello che leggo sono decisamente diverse dal romanzo. Tanto per cambiare...
Non è semplice riassumere la trama: diciamo che è il classico romanzo gotico, con una coppia di innamorati dal cuore candido (anche troppo...), un cattivo mefistofelico che vorrebbe la ragazza per sé, misteri, astuzie, trabocchetti, prove da superare... L'ambientazione in un teatro dell'opera che nasconde centinaia di botole, passaggi e persino un lago con una casa sulla riva sotto di sé è la parte più affascinante, quella che mi è piaciuta di più: il fantasma dell'opera la conosce così bene che può apparire e sparire, origliare non visto, far sparire cose e succedere incidenti, ma naturalmente nessuno crede che lui esista. La stessa protagonista, la cantante Christine Daae, inizialmente lo scambia per un angelo, tanto la sua voce è bella e incorporea, un angelo che le dà lezioni di musica e la porta al trionfo, ma sa essere anche geloso, possessivo e minaccioso, in un crescendo in cui mette a repentaglio la vita di Christine, del suo innamorato, di svariate persone all'opera e persino di tutta la città.
Se fosse ambientato al giorno d'oggi, Erik, il fantasma, sarebbe uno stalker di quelli pericolosi: altro che povero mostro incompreso! D'accordo, ha avuto una brutta infanzia per il suo aspetto orribile, dopodiché però è diventato un cantante e ventriloquo molto abile, un costruttore di trappole, trabocchetti e camere delle torture, un assassino per gioco: tutto questo può essere giustificato dalla sua infanzia? Ma prendiamo questo romanzo per quello che è, lasciamolo nel suo tempo, e lasciamo perdere le considerazioni (acide, lo ammetto) su quanto sia stucchevole questo stereotipo dell'uomo diventato cattivo perché ha avuto una pessima infanzia e del cuore puro che redime. All'epoca era nuovo o comunque molto apprezzato dal pubblico, oggi mi pare che, per fortuna, la sua godibilità si sia un po' ristretta.
Come scorrevolezza, al pari di tanti altri romanzi gotici, è un po' lento, prima di entrare nel vivo dell'azione e scoprire i misteri del teatro dell'Opera, che come dicevo sono quelli che rendono più particolare il romanzo, dobbiamo avere pazienza un bel po', ma intanto facciamo conoscenza con i protagonisti, con i nuovi direttori del teatro che non credono al fantasma, con una maschera che invece lo adora perché le ha detto un giorno che sua figlia, ballerina all'opera, sarà imperatrice...
O vi piace il genere e siete disponibili a fare concessioni alla lentezza e anche un po' all'anacronismo, perché per alcuni versi com'è ovvio risulta un po' antiquato, pur di godervi la ricchezza dell'ambientazione e la capacità di tratteggiare soprattutto i personaggi minori, oppure meglio rivolgersi a qualche romanzo più moderno o più incalzante.
Il consiglio bipolare: come dicevo, inizia lentamente e l'azione si concentra tutta negli ultimi capitoli, perciò va bene se avete bisogno anche voi di rallentare un po', però se siete impressionabili o avete un periodo in cui soffrite particolarmente per ingiustizie, ingenuità e dolori altrui ve lo sconsiglio. Non sembrerebbe tale da principio, ma può risultare un po' angosciante.
Valutazione: 📚📚📚 /5
Se fosse ambientato al giorno d'oggi, Erik, il fantasma, sarebbe uno stalker di quelli pericolosi: altro che povero mostro incompreso! D'accordo, ha avuto una brutta infanzia per il suo aspetto orribile, dopodiché però è diventato un cantante e ventriloquo molto abile, un costruttore di trappole, trabocchetti e camere delle torture, un assassino per gioco: tutto questo può essere giustificato dalla sua infanzia? Ma prendiamo questo romanzo per quello che è, lasciamolo nel suo tempo, e lasciamo perdere le considerazioni (acide, lo ammetto) su quanto sia stucchevole questo stereotipo dell'uomo diventato cattivo perché ha avuto una pessima infanzia e del cuore puro che redime. All'epoca era nuovo o comunque molto apprezzato dal pubblico, oggi mi pare che, per fortuna, la sua godibilità si sia un po' ristretta.
Come scorrevolezza, al pari di tanti altri romanzi gotici, è un po' lento, prima di entrare nel vivo dell'azione e scoprire i misteri del teatro dell'Opera, che come dicevo sono quelli che rendono più particolare il romanzo, dobbiamo avere pazienza un bel po', ma intanto facciamo conoscenza con i protagonisti, con i nuovi direttori del teatro che non credono al fantasma, con una maschera che invece lo adora perché le ha detto un giorno che sua figlia, ballerina all'opera, sarà imperatrice...
O vi piace il genere e siete disponibili a fare concessioni alla lentezza e anche un po' all'anacronismo, perché per alcuni versi com'è ovvio risulta un po' antiquato, pur di godervi la ricchezza dell'ambientazione e la capacità di tratteggiare soprattutto i personaggi minori, oppure meglio rivolgersi a qualche romanzo più moderno o più incalzante.
Il consiglio bipolare: come dicevo, inizia lentamente e l'azione si concentra tutta negli ultimi capitoli, perciò va bene se avete bisogno anche voi di rallentare un po', però se siete impressionabili o avete un periodo in cui soffrite particolarmente per ingiustizie, ingenuità e dolori altrui ve lo sconsiglio. Non sembrerebbe tale da principio, ma può risultare un po' angosciante.
Valutazione: 📚📚📚 /5

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