La storia comincia a Cracovia nel 1887, dove al medico Artur Laska si presenta un enigma della medicina sotto forma di uno straniero olandese, portato improvvisamente in ospedale, con una malattia orribile a vedersi; il medico sospetta che non si tratti esattamente di una malattia, ma si rifiuta di ammetterlo a sé stesso per primo, così come del resto non ammette le sue difficoltà con la moglie Alina, il cui temperamento artistico la porta a vivere sempre più di notte per dormire di giorno. Nemmeno le strambe credenze di un altro medico olandese, Lucas van der Meer, giunto a Cracovia sulle tracce del suo amico e collega disperso, sembrano convincerlo del tutto. Ma quando l’uomo in ospedale, apparentemente moribondo, massacra 27 persone prima di fuggire e scoppia una tremenda epidemia di peste i due medici si alleano e cercano altri alleati per fermare il contagio.Finalmente, lo dico da fan del genere, il mito del vampiro è riportato alle origini: sebbene ci sia qualche concessione al romanticismo che ha acquistato in tempi recenti tale figura, qui il vampiro è innanzitutto il non morto, il revenant del folclore originale, inarrestabile portatore di morte e contagio. Insomma, una specie di “prima e dopo Dracula”: prima, perché è ambientato dieci anni prima della storia di Bram Stoker (e vi invito a leggerlo per scoprire altri perché), dopo, perché prende in considerazione e scarta o accetta tutti i luoghi comuni sul vampiro formatisi da Dracula in poi, inteso sia come romanzo, sia come varie trasposizioni cinematografiche.
Romanzo gotico come non se ne vedevano da molto tempo, si stenta a credere che Re Nero sia stato scritto ai giorni nostri. Sembra davvero, nei temi e nella trama, un’opera vittoriana, ma con meno concessioni alla morale e più all’azione, inteso ovviamente come complimento. Anche i personaggi sono, seppure non eccessivamente approfonditi, ritratti nelle loro caratteristiche e debolezze che li rendono vicini al lettore ma non troppo. Può sembrare un difetto, ma in realtà è adeguato al romanzo gotico e vittoriano, in cui il lettore è invitato non tanto a identificarsi, quanto a osservare la storia nel suo complesso e ad apprendere eventualmente da essa e non da una singola figura. In più a livello personale spesso apprezzo un buon romanzo in cui non sono coinvolta in prima persona e non sono costretta dalle somiglianze a riconoscermi così strettamente in uno dei personaggi che qualsiasi cosa gli succeda è come se l'avessi vissuta. Un po' di tregua per un'ipersensibile, grazie.
Lo stile è elegante ma non eccessivamente sofisticato e le frasi scorrono bene, un buon esempio di scrittura di qualità, ben rifinita ma non pretenziosa. Comincia lentamente e diventa sempre più incalzante, uno di quei romanzi di cui si divorano le ultime pagine per vederne la fine e che per fortuna non crolla di tensione nel finale ma riunisce tutti i nodi e porta tutto a compimento.
Il consiglio bipolare: Ovviamente vi deve innanzitutto piacere il genere horror e gotico; inutile forzarsi a leggere un libro di questo tipo se non vi sentite portati. Anche così, ci sono delle controindicazioni, per cui se vi sentite impressionabili per i dettagli medico-trucidi o inclini all’angoscia, meglio rimandare la lettura. Personalmente, lo troverei più adatto ad un momento in cui l’umore non è esattamente basso, ma magari un po’ languido e ha bisogno di una scossa a base di qualche brivido, mistero, ma anche determinazione e amicizia.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5
Il consiglio bipolare: Ovviamente vi deve innanzitutto piacere il genere horror e gotico; inutile forzarsi a leggere un libro di questo tipo se non vi sentite portati. Anche così, ci sono delle controindicazioni, per cui se vi sentite impressionabili per i dettagli medico-trucidi o inclini all’angoscia, meglio rimandare la lettura. Personalmente, lo troverei più adatto ad un momento in cui l’umore non è esattamente basso, ma magari un po’ languido e ha bisogno di una scossa a base di qualche brivido, mistero, ma anche determinazione e amicizia.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5
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