L'educazione, di Tara Westover

L'educazione di Tara Westover non è un libro semplice da commentare: è un libro di quelli che fanno male, ma vanno letti per forza, perché ci sono cose al mondo di cui non si può ignorare l'esistenza. Men che meno potevo ignorarlo per questo blog perché, come vi spiego tra un attimo, ci tocca da vicino.
E' la storia vera dell'autrice, cresciuta in una famiglia mormona integralista e se possibile ancora più superstiziosa, e della sua difficile e incredibile lotta per uscirne, guidata dal desiderio di istruirsi. Trattandosi di una storia vera non è possibile commentare la successione di episodi che la compongono, ma se fosse un romanzo diremmo che è senz'altro eccessivo, che i diversi accidenti a cui va incontro quella famiglia sono ripetuti e che avrebbe potuto dilungarsi meno.
La famiglia Westover, in effetti, composta da padre, madre e una sfilza di figli, di cui due femmine e Tara è la minore, ha non pochi problemi; a cominciare dal padre, che non solo è integralista, ma unisce a questo una notevole tendenza al complottismo (il millennium bug, la diffidenza verso il sistema incluse scuole e medici), una fiducia nell'essere il prescelto da Dio che lo porta a rischiare la propria vita e quella dei figli più e più volte sia al volante che nella raccolta di rottami a cui lavorano, e un marcato disturbo bipolare di tipo 1, ovviamente mai diagnosticato né riconosciuto, che lo fa oscillare tra esaltazione, paranoia e depressione catatonica quando le sue previsioni non si avverano e cozzano con la realtà. Poi c'è un altro figlio psicopatico e una madre che, fedele al dettame della religione, si conforma alle volontà del marito così bene da entrare a far parte dei suoi deliri e superstizioni: ad un certo punto, si dichiara guarita dal cancro con le sue erbe, cancro che si è autodiagnosticata tramite il test muscolare.
Tara, come altri fratelli prima di lei, desidera studiare e per farlo deve andarsene. Non semplicemente andare via di casa, ma abbandonare prima la sua stessa mentalità, che la porta qualche volta ad autosabotarsi, e poi a lottare contro il naturale desiderio di essere amati, di sentirsi inclusi nella propria famiglia. Ma questo significherebbe tornare in gabbia ed è un prezzo che Tara non è disposta a pagare. Per fortuna anche nostra, di noi lettori che facciamo il tifo per lei e vorremmo prendere a ceffoni lei, la sua famiglia che, pare impossibile, finisce sempre per cavarsela nonostante sia ad un passo dalla morte, e tutto quel contesto religioso che rende possibile una violenza di questo tipo. Il danno fatto dalla religione è proprio quello di permettere a delle persone con una malattia mentale conclamata che meriterebbero un TSO per la sicurezza propria e altrui, di trovare non solo una collocazione ma addirittura un posto di prestigio proprio per il loro essere brutali che trova giustificazione nella religione. Non parlo di religione come pratica (andare a messa), ma proprio come forma mentale e naturalmente mi riferisco alle religioni monoteiste in blocco: nascono l'una dall'altra e funzionano tutte allo stesso modo, è la necessità di vivere civilmente insieme e le conquiste sociali (leggi parità, istruzione...) che le bilanciano e non il contrario. Può sembrare un discorso un po' duro soprattutto da parte di un blog intitolato "la lettrice bipolare" e che quindi potrebbe essere comprensivo nei confronti della malattia mentale. Ma leggete L'educazione e capirete quando una malattia, elevata a stile di vita e strumento di potere sugli altri, allora può fare male; capirete anche, e questo è il grande pregio del libro, quanto dura può essere una lotta contro sé stessi in nome del desiderio di conoscenza e di libertà, anche quando non siamo in grado di riconoscerli, e quanto comunque ne valga la pena.
Il consiglio bipolare: non è un libro facile. Può motivarvi a restare fedeli a voi stessi, ma può anche gettarvi nell'angoscia per l'atmosfera opprimente che si percepisce mano a mano che Tara si rende conto che deve rinunciare alla sua famiglia, che lei ama per quanto sia malata e disgraziata. Richiede un bel po' di pelo sullo stomaco: affrontatelo quando vi sentite forti, ma fatelo.
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5

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