Ultime ore del 2018

Ultime ore del 2018: com'è stato il vostro anno?
Il mio può essere riassunto in una parola: montagne. Montagne russe, per i continui su e giù di qualsiasi cosa, e montagne di libri. Mi sono impegnata nella Book Challenge di cui vi ho parlato a inizio anno e anche se ho comprato un sacco perché ho scelto le mie letture in base alle categorie della sfida (bisognava leggere entro il 2018 40 libri, uno per ciascuna delle categorie indicate, ad esempio "romanzo storico", "libro di autore indiano", "libro il cui titolo potrebbe essere il tuo epitaffio"...) sono contenta sia perché quest'anno l'ho completata, a differenza dell'anno scorso, sia perché riesce comunque a farmi uscire dalla comfort zone che ogni lettore ha, per esplorare generii e autori nuovi. Certo, a volte va bene e a volte va male...
Prima di darmi alla cena e alle letture o film serali, e lasciarvi fare altrettanto, spendo ancora qualche riga sui miei personalissimi "oscar" del libro 2018, che assegno a 6 categorie:
Libro più istruttivo dell'anno: vince La mia ciclotimia ha la coda rossa, il fumetto di Lou Lubie che tutti i ciclotimici o bipolari che lo leggono vorranno sbattere in mano a tutti i loro conoscenti "Toh, leggi!". Arriva al punto con semplicità, dolcezza e ironia.
Libro più distruttivo dell'anno: non è un brutto libro, ma se lo si legge per sentirsi in sintonia con l'autrice, si viene metaforicamente schiaffeggiati con le sue vicende personali, non ancora superate. E' Mi dicevano che ero troppo sensibile, di Federica Bosco; trovo giusto descrivere una realtà senza fare sconti, ma da un'ipersensibile mi aspettavo un approccio meno totalizzante, meno spiazzante per un altro ipersensibile che legge.
Scoperta dell'anno: Oliver Sacks mi ha sorpreso per come riesce a coniugare l'impersonalità del medico, la sospensione del giudizio e la leggerezza dei toni. Quest'anno ho letto Allucinazioni, ma vorrei leggerne altri
A volte ritornano: questo lo assegno senza dubbi a Il libro della polvere, di Philip Pullman. La ripresa della trilogia Queste oscure materie poteva essere un flop, invece ho trovato molto intrigante questo prequel della trilogia, aspetto con ansia i prossimi.
Libro migliore dell'anno: difficile da assegnare, ma alla fine se lo merita Re Nero, di Massimo Mayde, non solo perché è un bel libro, ma perché mi riporta non solo al racconto ma anche alle atmosfere di un libro che ho molto amato (Dracula). Punto di merito per la cura estetica dell'edizione, persino la copertina ha una superficie intrigante.
Libro peggiore dell'anno: probabilmente non è corretto segnalare in questa categoria un libro che non ho nemmeno recensito, ma se non l'ho fatto è proprio per questo motivo. Parlo di Vampira snob, di Noemi Szecsi, che parte da una buona idea (la protagonista vive con la nonna vampira, che si preoccupa che lei diventi un buon vampiro, quando invece vorrebbe solo scrivere favole politicamente scorrette) ma sfodera personaggi lagnosi o antipatici e perde continuamente di vista l'aspetto del vampirismo, tirandolo fuori tra una lamentela e l'altra della frustratissima scrittrice mancata. Purtroppo privo dell'ironia che l'avrebbe reso una lettura leggera.
Per il mio 2018 è tutto, ma sono curiosa di sentire quali sono stati i vostri libri peggiori e migliori dell'anno: cosa mettereste in queste 6 categorie? 

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