Ho letto e riletto Dracula, perciò quando ho saputo dell'uscita di questo romanzo ho avuto la tentazione di piantare la tenda davanti alla libreria e aspettare il giorno di uscita. Fortunatamente, questo non è Harry Potter e non è stato necessario arrivare a tanto per accaparrarsene una copia, ma due giorni dopo ero già in libreria.
L'idea dietro il romanzo è di quelle niente male: si sa che Bram Stoker, l'autore di Dracula, passò i primi anni della sua vita a letto ammalato e che poi guarì quasi all'improvviso, diventando persino un atleta per il suo college, prima che autore e critico di teatro. Quindi il suo discendente Dacre Stoker e il suo coautore J.D. Barker immaginano che dietro questo, e dietro il romanzo Dracula, si nasconda qualcosa di più che semplice fantasia... e se Bram avesse veramente incontrato, e combattuto, un vampiro?
Diciamo che Dacre Stoker, che come scrittore avevo già apprezzato con Undead scritto a quattro mani con Ian Holt, e Barker hanno davvero fatto i compiti: per prima cosa non sono caduti nella facile tentazione di dare seguito alla loro idea riscrivendo Dracula, magari cambiando solo un po' i nomi e qualche dettaglio. Dracul è invece un romanzo a sé, godibile anche se non avete letto Dracula, ma se invece l'avete fatto, entrerete nel mondo del romanzo e mentre le vicende scorrono coglierete qualche eco del Dracula che conoscete, qualche tratto dei personaggi, qualche vicenda, proprio come fareste se foste voi gli scrittori e vi ispiraste alla vita reale per il vostro romanzo. Ad esempio nei fratelli di Bram, Matilda e Thornley, troviamo qualcosa di famigliare, lei così combattiva e pronta ad andare fino in fondo, lui così dedito alla sua professione di medico, entrambi capaci di profondo amore una per il fratello e l'altro per la moglie Emily che sembra lentamente scivolare nella follia...
Dracul ha tutti gli ingredienti di un buon romanzo di vampiri di questo filone (mi viene in mente ad esempio Re Nero): amore, crudeltà, amicizia, lealtà, un mistero, suspence e azione. La prima parte del romanzo si divide fra il tempo presente e l'infanzia del malato Bram, accudito dalla misteriosa tata Ellen Crone e affiancato dalla sorella Matilda, nella seconda parte le trame si riallacciano all'epoca in cui, entrambi adulti, Bram sembra avere dimenticato la tata che li lasciò improvvisamente dopo la sua guarigione mentre Matilda è ben determinata a risolverne il mistero.
Questa sorta di biografia di Bram Stoker riletta in chiave vampiresca è scritta bene e si vede che alle spalle c'è uno studio non solo della vita dell'autore, ma anche della sua opera, con i riferimenti a quell'edizione islandese di Dracula che di recente ha fatto parlare di sé perché non è la traduzione del Dracula che conosciamo, ma un'edizione diversa, forse la prima redazione del romanzo che, come scrive Dacre Stoker nella postfazione, è stata criticata dall'editore inglese perché si presentava come una storia vera, non certo l'ideale nell'Inghilterra vittoriana appena scossa dalla vicenda di Jack lo Squartatore. Inutile dire che prima o poi vorrò leggere anche questa versione...
Ma soprattutto, adesso sarei curiosa di leggere qualcosa di Dacre Stoker che non sia direttamente legato al suo illustre antenato: con questa precisione nella ricerca e l'abilità nel costruirci sopra un romanzo, potrebbe venire fuori davvero qualcosa di buono.
Il consiglio bipolare: se vi piace il genere, state solo attenti a non iniziarlo in un periodo in cui l'ansia è alle stelle, o basta poco per mandarvi su di giri, o ancora non prima di andare a letto se dovete (e dovreste) tenere sotto controllo la regolarità del sonno. In quest'ultimo caso il problema non è che può impressionarvi, è che vorrete andare avanti per vedere come va a finire e da qui a stare alzati oltre l'orario è un attimo. Atmosfere non eccessivamente angoscianti nonostante la suspence, per cui funziona anche in fase "bassa".
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5

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