La libreria di Piazza delle Erbe, di Eric de Kermel

Avevo bisogno di allontanarmi per un po', ridurre gli stimoli, le richieste... Così anche in vacanza ho letto poco (a parte quella notte in cui ho letto tre quarti di Il manoscritto incompiuto perché alle 2 di notte non avevo più sonno: alle cinque e mezza del mattino, finito il libro, ho deciso che era ora di colazione). E' così quando sono su di giri senza motivo, o meglio per il solito, poco giustificabile motivo. Ho attualmente in lettura altri tre libri oltre a questo che ho finito proprio oggi e dovreste vedermi mentre cerco di scrivere questo post: due righe, poi mi alzo per mettere via un altro libro che era sulla scrivania accanto a me, al suo posto ci sno altri libri che però vanno spostati di scaffale, torno a sedermi e scrivo altre due righe, lascio una frase a metà per inserire la foto, la completo, inserisco un link, mi rialzo per l'acqua, tolgo la scheda della macchina fotografica dal computer, apro un'altra tab sul browser, maledico il computer che è troppo vecchio e si pianta, torno al blog, ritocco due frasi precedenti, passo al paragrafo successivo per poi tornare indietro...
E parlo (e scrivo) troppo: questa introduzione personale al commento su La libreria di Piazza delle Erbe, di Eric de Kermel (ed. Newton) è fin troppo lunga per il commento stesso. Non perché non mi sia piaciuto, anzi, ma perché in genere ho poco da dire sulle storie delle persone.
La libreria di cui parla questo libro è in una piccola città turistica della Provenza, Uzès, dove Nathalie ex insegnante si stabilisce e apre una libreria, dalla quale passano diversi personaggi molto singolari: ogni capitolo racconta la storia di uno di loro, a cominciare dalla stessa Nathalie, che diventa una libraia appassionata, pronta a consigliare i libri che ha amato, poi l'adolescente Cloè con l'oppressiva madre, il pellegrino Jacques, Philippe il viaggiatore... ciascuno con i loro segreti, le loro battaglie, i loro amori. Tutti raccontati con un garbo e una leggerezza che finora ho trovato raramente nella letteratura occidentale contemporanea: anche se qualche dramma c'è, non viene mai calcata la mano. I personaggi sono realistici nel bene e nel male e anche se le storie hanno la loro parte di lieto fine, questo non sembra mai forzato, né le difficoltà sembrano essere messe lì come espediente narrativo artificioso che non riesce a coinvolgere nessuno, in primis i personaggi che le vivono. Nathalie per prima non è la libraia "magica" che risolve tutti i problemi consigliando la lettura giusta al momento giusto, ma un essere umano che ama i libri quanto i suoi simili, aiuta e sbaglia, in maniera molto naturale, al punto che l'autore scompare completamente e in silenzio dietro di lei che racconta le storie dei suoi straordinari clienti. Potremmo credere che esistano tutti, e forse è così.
In definitiva, direi che La libreria di Piazza delle Erbe è una buona lettura estiva, per viaggiare senza muoversi di casa, per allentare la pressione, per ampliare i propri orizzonti e, magari, per riguadagnare un po' il fascino della scoperta dell'individuo che si nasconde nella persona che abbiamo di fronte.

Il consiglio bipolare: libro balsamico che vi fa "respirare". Non sarà un capolavoro letterario, ma è estremamente riposante, perfetto dopo un periodo stressante o una lettura impegnata. Al massimo, se siete in fase "alta" vi farà venire voglia di aprire una libreria per fare altrettanti straordinari incontri. Non richiede grossi sforzi di concentrazione, vi distrae da voi stessi, se siete in fase leggermente "bassa" vi può dare quella sensazione di contatto umano che vorreste cercare ma non avete abbastanza fiducia o forza per farlo davvero. Attenzione però se siete in un momento in cui le disgrazie altrui vi fanno peggiorare: ce n'è qualcuna e in questo caso meglio rimandarne la lettura
Valutazione: 📚📚📚📚📚/5

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