Il censimento dei radical chic, di Giacomo Papi

I fatti narrati in questo libro accadranno.
E' la frase che apre il libro di Giacomo Papi Il censimento dei radical chic, prima ancora che il libro vero e proprio cominci. Questo libro è stata la mia prima lettura dell'anno e diciamo che ho cominciato con il botto.
La storia comincia con un incauto professore che raggela uno studio televisivo, in cui nemmeno avrebbe voluto essere, con una citazione di Spinoza sulla necessità di ragionare per non essere "schiavi del tiranno". Attiratosi l'ostilità del conduttore, del pubblico e di chiunque ritenga doveroso minacciarlo attraverso i social, il professore viene alla fine ucciso a sprangate sotto casa sua. Poi è la volta di un insegnante di latino, zavorrato e fatto affogare nel fiume. Di chi è la colpa? Si stabilisce che nel primo caso, il professore aveva provocato, il secondo caso è giudicato una goliardata, ma si scatenano altre aggressioni, per cui il Ministro dell'Interno stabilisce di censire questi "intellettuali", perquisire le loro case per scovarne i libri, vietare le parole "difficili" perché fanno sentire inferiore la gente, bollarli tutti come radical chic, anche se, come sottolinea la figlia della prima vittima, non sono né radical, né tantomeno chic.
Il censimento dei radical chic è una satira, ma non è una satira che fa ridere. E' un quadro estremamente preoccupante della strada che sta prendendo questo paese e se anche qua e là si ride, non si può fare a meno di preoccuparsi e riflettere. Giacomo Papi ci porta a farlo con una sottigliezza fuori dal comune, con citazioni e richiami come se volesse saggiare il terreno con il lettore, capire da che parte sta. Fuori dal comune è anche l'espediente di presentare il testo come se fosse stato emendato dall'organo per la semplificazione della lingua italiana che viene istituito nel corso della storia e i battibecchi tramite nota a piè di pagina dei due funzionari addetti alleggeriscono un po' il tono.
Dopo il grande impatto iniziale, la tensione però sfuma e anche il finale potrebbe sembrare debole; nonostante questo non mi è sembrata una storia mal pensata. In primo luogo perché in effetti mentre lo leggevo ho avuto un cambio d'umore indipendente dal romanzo, per cui non mi piaceva più nulla e non "sentivo" più nulla, quindi uno dei motivi potrebbe essere questo. Ma il calo di tensione, lo scoppio della bolla di sapone in un niente è anche coerente con l'evoluzione della società descritta: dopo lo scalpore iniziale, anche le aggressioni e le violazioni dei diritti diventano rapidamente normalità e quelli che ne sono risparmiati si adeguano al mondo che cambia. In questa satira ce n'è per tutti: non sono bacchettati solo i politici che marciano sull'ignoranza della gente, i leoni da tastiera, chi fa dell'ignoranza un vanto, ma anche gli intellettuali stessi, che hanno lasciato che questo accadesse, le "persone colte" che si schierano con gli "ignoranti" per la propria voglia di rivalsa in un mondo che non dà loro spazio e si accaniscono tra loro, tutti responsabili della deriva in atto. E se volete la triste prova che "i fatti narrati accadranno" potete, come ho fatto io, fare un giro su Goodreads e leggere le recensioni. Tra chi dà una bassa valutazione al libro perché c'è un errore riguardo ad una sonata di Mozart, chi replica che in questo paese è valutata solo la cultura umanistica e che quando parla di Schrodinger con gli amici non viene capito e chi "ma i radical chic non saranno mica tutti vittime..." ecco la dimostrazione del fatto che la satira non è poi così lontana dalla realtà.
Pertanto, per autotutela, ecco la prima frase che il Ministro pronuncia all'indomani della prima uccisione: "Al cospetto di questa Assemblea e del popolo itaiano, dichiaro che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto". Se non l'avete riconosciuta o non vi mette i brividi, avverto: sono stata cintura nera e dormo con una spranga sotto il letto. Tanti saluti.
Il consiglio bipolare: decisamente sconsigliato se state passando un momento di sfiducia nel genere umano e nella possibilità che lo status quo cambi, se non vi piace la società in cui viviamo, se non avete speranza. In questo caso, passate oltre, questo libro potrebbe confermare le vostre peggiori idee sulla razza umana. E' un libro che consiglio, ma aspettate di avere spalle larghe e ben piantate, moralmente parlando, prima di affrontarlo.

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