DDL Lettura: il commento bipolare

Questa settimana un post un po' diverso. Non un commento alla lettura di qualche libro, ma un commento ai punti principali del neo-emanato ddl lettura. Un commento bipolare, cioè un commento impulsivo sull'onda dell'emotività, per nulla tecnico, un commento da lettrice "a caldo". Vi rimando al chiarissimo articolo del blog Bookblister per una spiegazione più razionale, ma leggibilissima del decreto e seguirò la sua traccia anche per questo mio commento.
Quali sono le novità in arrivo con il decreto?
Prima di tutto, il tetto agli sconti. La percentuale massima di sconto sarà del 5% con tutta una serie di se e ma: una volta all'anno per un mese gli editori potranno fare sconti fino al 20%, esclusi i titoli usciti fino a sei mesi prima, e una volta all'anno per un mese i punti vendita potranno fare sconti fino al 15%. In pratica tutto questo a me dice soltanto che i libri mi costeranno di più. Punto. Non ho capito la logica per cui ad un editore che decide lo sconto sia impedito di applicarlo sulle sue novità, ma il risultato non cambia molto, sempre di libri più costosi si parlerà. E non solo perché avrò meno sconto, ma la mia impressione è che questo decreto abbasserà le vendite dei libri e di conseguenza gli editori alzeranno il prezzo. Cito solo senza commentare oltre la pessima abitudine di pubblicare un libro in prima edizione a 18-22 euro e dopo un lasso variabile di tempo in edizione economica a 8-12 che hanno alcuni grossi editori. Datemi retta, pubblicate direttamente la versione economica, per quella "deluxe" se ne può riparlare.
Certamente le librerie indipendenti non potevano reggere la concorrenza basata sul 15%... ma siamo sicuri che tutto il problema delle librerie fosse il 15% che i colossi dell'online praticavano a man bassa?
A me le librerie piacciono. Adoro fare un giro in libreria, a meno che quel particolare giorno non mi prenda l'ansia di dover parlare con la persona alla cassa (che di solito non mi ha fatto niente e se ne sta buona al suo posto senza aver fatto nulla per farmi scappare dalla libreria e senza rendersi conto del mio dilemma) o la libreria non metta su una musica così deprimente da farmi venir voglia di seguire certi esempi letterari dall'esito infausto, una in particolare di quelle che frequento è particolarmente brava in questo. Ma c'è un ma. Come tutti, non ho molto tempo a disposizione. Le librerie non sono vicine a casa mia, alcune le raggiungo con i mezzi pubblici, altre con la macchina, in particolare quelle collocate nei centri commerciali dove faccio la spesa settimanale, quelle vicino al posto di lavoro a piedi e sono quelle che però visito di meno. Perché come tanti ho una casa a cui stare dietro, commissioni da fare ecc... e non ho nemmeno figli o genitori a carico! Provate a pensare ai lettori messi peggio di me, con turni di lavoro, contratti atipici, figli da prendere a scuola e portare a calcio, inglese, musica, genitori da seguire, magari ad un'ora dal posto di lavoro e così via. Il tempo per fare un bel giro in libreria si riduce e in caso di contrattempi è il primo che salta. 
Ecco che, se so già quello che voglio comprare, la libreria online è indubitabilmente comoda, non tanto per il tempo che impiega il libro ad arrivare, che per me è relativo, quanto per la comodità di ritirarlo alle poste in pochi minuti una volta che è arrivato. Le poste sono meglio posizionate delle librerie. In più, le librerie online hanno un vantaggio non trascurabile su quelle fisiche, che siano di catena oppure indipendenti, ed è quello di avere solo magazzini. Niente bollette, niente affitti costosi in centro: dove vivo io, il centro è svuotato, grazie ad affitti carissimi e alla politica del sindaco che avendo voluto fare del centro il "salotto buono" ha cancellato un sacco di manifestazioni che portavano la gente in piazza, favorendo i centri commerciali (per forza poi gente e librerie si trovano lì). Un pensierino anche a questo, il ddl lettura poteva anche farlo, invece si è limitato a istituire una specie di bollino di qualità, con criteri delegati ad un prossimo regolamento per cui buonanotte, e un ampliamento del credito d'impresa. Magari si poteva fare qualcosa di più, affitti calmierati, facilitazioni sulla scorta del fatto che una libreria può trainare la ripresa di zone urbane che si desertificano.
Libreria e libreria online sono due esperienze diverse; io le frequento entrambe, per motivi diversi e acquisto direttamente dal sito dell'editore se è un editore che mi piace particolarmente. Certo, sono meno disposta a fare concessioni di prezzo ai grandi nomi dell'editoria, che uno sforzo per abbassare secondo me potrebbero anche farlo...
Non una restrizione per gli editori e i distributori, chissà di chi sono tutti gli interessi della legge... Altri provvedimenti per me sono vere e proprie stupidaggini: i 100 euro del bonus cultura alle famiglie disagiate mi fa ridere, i 4 milioni e passa per la promozione della lettura non voglio neanche pensare in cosa finiranno e il milione di euro per formare il personale impiegato nella gestione delle biblioteche scolastiche mi fa addirittura incazzare. Da bibliotecaria vi dico: assumete bibliotecari veri! Per anni si è considerata la biblioteca un posto dove ricollocare insegnanti non più in grado di rapportarsi con una classe, segretarie in esubero, ore straordinarie dei docenti; avete visto i numeri degli ultimi concorsi del Mibact? Ci vorrebbe la figura del bibliotecario scolastico, con formazione bibliotecaria come all'estero, quanti laureati in biblioteconomia ci saranno là fuori con le competenze necessarie ad avviare una vera biblioteca scolastica e non una raccolta di libri messa lì perché tanto per gestire una biblioteca, che sarà mai, basta saper leggere? E da qui si capisce che sono bibliotecaria anch'io... tra i pochi fortunati della laurea in archivistica e scienze del libro che lavorano nel loro settore e non sotto cooperativa o ditta di servizi.
E' previsto poi un monitoraggio dell'andamento della legge: chissà come andrà, sarà una bolla di sapone che scoppierà in mezzo a mille scappatoie o vedremo davvero abbassarsi il nostro potere d'acquisto di lettori? Voi cosa ne pensate?

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