I racconti della Bestia è uno di quei libri che si comprano prima di tutto per la curiosità per l'autore: in questo caso Aleister Crowley, figura di spicco dell'esoterismo della prima metà del Novecento. Come tutte le figure controverse, è interessante, più interessante in realtà come autore di racconti che come esoterista o oggetto di gossip nel mondo delle logge massoniche, OTO e Golden Dawn. Fu anche in Italia, dove fondò una specie di comune in Sicilia prima di essere espulso dal regime mussoliniano. Ma non approfondisco qui il personaggio, popolarissimo anche nella musica, dai Beatles agli attuali gruppi metal.
La raccolta di racconti pubblicata da Arcoiris per la collana La biblioteca di Lovecraft, è una buona occasione per scoprire un autore al di là della sua fama legata a tutt'altro. Cosa troviamo in questa raccolta?
Si tratta di dieci racconti che possiamo definire tranquillamente gotici per le tematiche (magia, metamorfosi, esperimenti scientifici folli, ipnosi...) e per lo stile onirico che alcuni di essi presentano, ma che rispetto al gotico di età vittoriana hanno perso il carattere moralista di fondo, come c'è da aspettarsi da un autore che ha "fatto fortuna" proprio sul suo rifiuto della morale. Nonostante questo però i racconti sono abbastanza misurati, anche nei passaggi più forti si mantengono nei binari del genere, senza eccedere. Probabilmente il merito della scorrevolezza della lettura va anche alla traduzione e un plauso anche alle illustrazioni (mi piacciono le case editrici che, pubblicando di nicchia, mettono tutta questa cura nei materiali della copertina, nelle illustrazioni di accompagnamento... tutto per creare la giusta atmosfera per la lettura). Per amanti del genere, senz'altro, ma vale la pena di dare una chance a questa lettura, al di là della celebrità di Crowley.
Il consiglio bipolare: sia detto come complimento, non l'ho trovato particolarmente impressionante o disturbante. Se vi piace, resta comunque un genere da non trattare, secondo me, nelle fasi di umore più estremo, in un senso o nell'altro, ma la brevità dei racconti magari vi distrae e non vi impegna quando le capacità di concentrazione, il tempo, o la miriade di cose da fare (com'è per me in questo periodo...) non vi permettono di leggere molto altro.

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