La piccola farmacia letteraria, di Elena Molini

Parliamo di farmacia, proprio il giorno in cui è stato emanato l'ennesimo decreto con le disposizioni per rallentare il contagio da Coronavirus e i lettori festeggiano perché finalmente avranno una scusa per stare in casa a leggere. Personalmente, sono esausta per il carico emotivo e di analfabetismo funzionale che c'è dietro la faccenda; avrei tantissime cose da dire, ma poi penso, come per la maggior parte delle cose "A chi vuoi che interessi?". Quindi lascio perdere, ma non volevo lasciar perdere il commento a La piccola farmacia letteraria, di Elena Molini, perché merita la lettura.
La Piccola Farmacia Letteraria esiste davvero, in foto vedete tre suoi bugiardini, le indicazioni per l'assunzione "medicinale" dei libri. Non sono mai stata alla Piccola Farmacia Letteraria a Firenze, ho visitato il suo stand l'anno scorso a Soave, ad un festival del libro che hanno annullato prima ancora del virus per altri motivi (un vero peccato). Un'idea non solo bella, ma ben condotta, per cui se non avete occasione di andarci fate un giro sui suoi social o sito.
Il romanzo è per l'appunto la storia romanzata della nascita della farmacia letteraria, che Blu Rocchini, dopo una disastrosa esperienza in una libreria di catena dove amare i libri è cosa da nascondere perché contano solo le tattiche di vendita, decide di aprire: all'inizio è una piccola libreria qualsiasi, ma poi la passione di Blu non solo per i libri ma anche per le persone che la visitano e la forza d'urto delle amiche con cui Blu divide l'appartamento la trasformano in una farmacia letteraria dove ogni libro ha una sua indicazione terapeutica e posologia. E' un romanzo di persone, persone alle quali non ci si può non affezionare: a Blu con la sua ansia, determinazione e desiderio di essere amata, a Giulio Maria con il suo amore mai dichiarato, a Mia, Giulia, Rachele, Carolina, Sery... Una storia di amore e di amicizia che è piaciuta persino a me che ho il cuore di un pesce pietra e che invece di questo romanzo ho apprezzato anche la parte romantica. 
Sarà merito dello spirito toscano? Dopo Niente caffè per Spinoza, con La piccola farmacia letteraria gli scrittori toscani entrano definitivamente nel mio arsenale degli autori "balsamici", accanto ai giapponesi. Ma se questi ultimi, ad esempio Ino Ogawa, riescono a trattare di temi difficili con una delicatezza che aiuta a considerare tutto parte del ciclo della vita, gli scrittori toscani hanno dalla loro lo spirito, la baldanza, che alleggerisce ma senza cinismo, non dà l'impressione di supeficialità ma al contrario di avere alle spalle un cuore grande. E' uno spirito che sdrammatizza ma in modo positivo, non come a dire "tanto chiasso per nulla" ma piuttosto "va tutto bene, dai che insieme ce la facciamo". Più o meno come Blu "pur sempre cresciuta tra Carrara e la Lunigiana, nessuno poteva mettere la mia parte anarchico-insurrezionalista in un angolo" e le sue amiche. Alla fine ce l'ha fatta; ad aprire la Farmacia Letteraria e a scrivere il suo romanzo. Brava, Blu, avanti così!
Il consiglio bipolare: se siete in vena romantica ma non troppo, è il momento giusto per leggerlo. Consigliato anche se lottate con l'ansia, Blu ne soffre e vedrete quante cose riesce a fare, o se siete in fase discendente e volete frenarla sognando un po' finché apprezzate ancora le cose belle. Poi rischia di diventare di più difficile lettura o di non essere valutato come merita, se non gli permettete di fare appello alla vostra parte sognatrice...

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