Persone altamente sensibili, di Elaine Aron

Persone altamente sensibili, di Elaine Aron, è uscito in Italia solo due anni fa, praticamente vent'anni dopo che è stato scritto. Un vero peccato, e una lacuna finalmente riempita.
Una via di mezzo tra il saggio scientifico e il racconto dell'esperienza, Persone altamente sensibili spiega chi siano le persone altamente sensibili: il termine "sensibile" richiama alla mente qualità positive, di attenzione verso il prossimo, di delicatezza, da non confondersi con la permalosità del suscettibile, perciò dire che ci sono persone non altamente sensibili può sembrare di accusarle automaticamente di menefreghismo ed egoismo, ma in realtà le cose non stanno così. Essere altamente sensibili è, come spiega in maniera facilmente comprensibile la Aron, un tratto di personalità: la base è ereditaria, ma si sviluppa in modo diverso a seconda dell'ambiente in cui si cresce e di una serie di altri fattori che fanno sì che questa ipersensibilità (così viene anche tradotta a volte) agli stimoli sensoriali e al proprio mondo interiore si possa trasformare in un vantaggio con qualche accortezza per gestirlo o al contrario in una palla al piede, soprattutto quando non viene riconosciuto e gestito. Suona familiare?
A me sì, e mi butto a pesce sui libri che riguardano questa condizione. Il bisogno di gestire gli stimoli e saperli ridurre quando necessario, la consapevolezza che è inutile arrabbiarsi se non si riesce ad essere come gli altri, che stanno alle feste, non sono disturbati dai rumori forti, non notano certi dettagli, sono tutte cose con cui ho sempre avuto a che fare, con in più il dubbio che la mia non fosse una condizione, ma solo una "fisima". Un po' come ci si sente dire che "tutti hanno sbalzi d'umore"...
Se vi suona familiare, per voi stessi o magari per quel figlio, conoscente o amico che vi è sempre sembrato "troppo sensibile", ve lo consiglio. Personalmente, preferisco un saggio così, che mescola l'esperienza personale dell'autrice, anche lei altamente sensibile, a un approccio psicologico neutro in stile "visita guidata", rispetto ad altri testi più strettamente legati all'esperienza della singola persona, meno generalizzabile e nella quale può essere paradossalmente più difficile riconoscersi proprio perché ogni esperienza è unica. Oltretutto, questo saggio, sarà merito anche della traduzione, si legge senza fatica e senza tecnicismi; a parte calcare un po' la mano, in certi punti, sul ruolo sociale delle persone altamente sensibili, in parte a scapito della neutralità, ha il giusto equilibrio tra comprensione per i portatori del tratto di personalità in questione, analisi scientifica e indicazioni pratiche per vivere con l'ipersensibilità senza soffrirne. Questo almeno fino a metà libro: poi i discorsi sulla "missione" delle persone altamente sensibili e sul loro contributo alla società sfociano un po' troppo, per i miei gusti, nel religioso. Ma a quel punto si può accettare la cosa come una differenza culturale tra noi europei e gli americani (sempre e comunque, per un verso o nell'altro, tesi verso un sogno americano, un obiettivo alto da perseguire quasi per grazia divina) o anche chiudere il libro, le cose importanti sono state dette e il bene che poteva farvi, ve l'ha fatto.
Il consiglio bipolare: una lettura da fare anche nei momenti tristi, lo stile non è impegnativo e vi sentirete al tempo stesso distratti dal vostro rimuginare e un pochino compresi. Molte indicazioni valide per la persona altamente sensibile, sul tenere gli stimoli sotto controllo (né troppo, né troppo poco) valgono un po' per tutti, ma in questo caso, visto che l'argomento è un tratto di personalità, sono più semplici da accettare senza sentirsi troppo sotto pressione per "uscirne con le proprie forze", altra frase tristemente familiare in diverse situazioni. Sconsigliato invece, soprattutto la parte religiosa finale, in fase alta: troppo stimolante, troppo motivazionale, invece di calmarvi quando ne avete bisogno potrebbe gettare un po' di benzina sul fuoco dell'impulsività. L'ispirazione va bene, ma coi piedi per terra.

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