Di solito quando un libro non mi è piaciuto, non mi faccio problemi a dirlo e qualche volta non mi sento neanche in dovere di giustificarlo. Invece nel caso di Non devi dormire, di Giacomo Ferraiuolo, mi dispiace dire che non mi è piaciuto. Forse perché l'ho comprato l'anno scorso alla Fiera di Torino e gli autori che promuovevano i propri libri allo stand della casa editrice di Dark Zone mi facevano un sacco di tenerezza e la voglia di augurare loro un sacco di successo ("Posso mettere il tuo nome nella dedica, oppure lo ricicli?" mi ha chiesto una ragazza). Forse perché secondo me lo stile dell'autore non è male, linguisticamente parlando. Mille anni luce di vantaggio su altri libri esordienti, qui si sente che c'è la ricerca del modo di esprimersi, cosa che su di me fa sempre molto colpo. Nonostante questo però, il libro non mi è piaciuto e mi sento in dovere di spiegare un po' perché.
Non devi dormire è una raccolta di racconti brevissimi e, scusate lo spoiler, pesantemente splatter. E qui è il primo problema: a parte i gusti personali per cui a me lo splatter al cinema non piace e sono codardamente impressionabile, lo ammetto, ma c'è da dire che sulla carta stampata non è la stessa cosa. Non c'è l'impatto visivo delle viscere in vista e questo smorza un po' il colpo. Se poi il racconto si regge tutto su quell'impatto, perché è così breve che non riusciamo a immedesimarci con nessuno, allora il primo racconto va bene, il secondo comincia ad essere disgustoso, il terzo è una variante sul tema, ma dal quarto in poi l'effetto va a farsi... e si sfogliano le pagine con un sentimento di "Ok, sotto il prossimo!". Magari se i racconti fossero stati separati, parte di un'antologia di racconti di autori diversi, con stili diversi, avrebbero avuto più risalto.
Un altro tratto comune a tutti i racconti e che smorza l'effetto spaventoso, è che è facile allontanare da noi che leggiamo il "male" espresso in questi racconti. Se qualcuno non prende le sue pillole e fa una strage perché non è più sotto controllo (sì, è possibile che questa l'abbia presa un po' sul personale...), o subisce crudeltà immani e quindi fa una strage, il lettore "normale" si sente subito al di sopra della faccenda e quindi, nonostante il titolo del libro, può tornare a dormire. Lo spazio del racconto breve è troppo poco per costruire un personaggio che si infili nella nostra realtà e faccia davvero paura.
Però non tutto è perduto: anche se questo non mi è piaciuto, sarei curiosa di leggere l'autore alle prese con un romanzo di maggior respiro, secondo me potrebbe riservare delle belle sorprese.
Il consiglio bipolare: è splatter, è pieno di torture e massacri, se siete anche solo temporaneamente impressionabili lasciate perdere. Deve proprio piacervi il genere e basta.
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