Non credo senz'altro di essere l'unica che cerca rifugio nei libri, anzi, è probabile che, se state leggendo questo, lo facciate anche voi. Ma non tutti i rifugi sono uguali: a volte serve una bella avventura, a volte un mondo diverso, a volte una catarsi e altre ancora una vacanza. Una di quelle vacanze in qualche paesino sconosciuto in cui potete mettervi davanti alla porta, far finta di essere un pezzo di arredo urbano e osservare. Per me, Una vita da libraio di Shaun Bythell è stato proprio questo.
E' il diario, appunto, del suo autore, proprietario di The Book Shop a Wigtown, Scozia. Un paese famoso per le sue librerie, se potessi prendermi una vacanza... Date le premesse, il libro non poteva non tentarmi, ma l'ho letto solo adesso e non me ne sono pentita.
Il diario, in sé, è abbastanza stringato. Non è un diario intimo, filosofico, di ampio respiro: anche se qualche spunto e riflessione qua e là ci sono soprattutto sul modo in cui le librerie di catena e poi Amazon hanno influito sul mercato librario, sono comunque relegati ai margini e mai approfonditi. E' evidente che si tratta di un diario più simile al diario di bordo di un capitano (di una nave, detto con affetto, un po' sgangherata, vista la ciurma) che non ad un'opera letteraria in questo genere. Né si può dire che in dodici mesi succeda poi questo granché, ma alla fine l'ho apprezzato proprio per questo.
Probabilmente è il libro giusto al momento giusto, una lettura leggera che tranquillizza senza coinvolgere, anche se alla fine è probabile che almeno un po' vi siate affezionati al libraio burbero che appende nel suo negozio un Kindle preso a fucilate e,come me, un paio di titoli ve li siate segnati...
Il consiglio bipolare: io l'ho trovato rilassante nella sua assenza di carico emotivo, come sfogliare una rivista in una sala d'attesa. L'effetto è proprio quello di mettersi alla finestra e guardare la vita degli altri. Al contrario, se volete un libro pieno d'azione, non è il vostro libro. Ideale per quando vi sentite un po' sopraffatti dal trambusto e vi serve un angolino letterario tranquillo.

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