Sì, lo so, le librerie in realtà erano già aperte a certe condizioni e in alcuni giorni della settimana, ma sono tutte troppo distanti da me e quando ci si poteva muovere per necessità, sarebbe stato difficile giustificare la mia presenza lì... anche perché il mio portafoglio avrebbe testimoniato contro di me, che arricchire la mia libreria "non è una necessità".
Scherzi a parte, avrei anche potuto comprare online, ma in realtà l'ispirazione era poca: avevo bisogno di girare tra gli scaffali, guardare le copertine, leggere l'inizio o qualche pagina. Non che poi abbia fatto di meglio. A fine mese, quando sono riuscita finalmente ad andare in libreria, ho visto che anche qui la mia motivazione e la mia voglia non solo di comprare ma anche proprio di leggere hanno seguito il mio umore.
A cicli alterni anche di mezz'ora.
Detto così non sembra niente, ma in realtà ti sfinisce. Un momento prima compreresti tutto, dieci minuti dopo ti chiedi che cosa ci fai lì e se effettivamente ti va di comprare ("cose che non leggerai, perché non stai leggendo un granché, giusto? E non stai nemmeno andando avanti con lo studio, giusto? Lo sai che hai delle scadenze e stai perdendo tempo, vero?" rincara la dose la parte più bastarda del cervello). Un giorno ho allungato la lista dei desiderata, un altro giorno guardo la mia libreria e mi chiedo chi si prenderà cura di tutti quei libri un giorno e di che razza di rottura di scatole dovrà farsi carico per smaltirli...
Quindi: gita in libreria sì, ma col freno a mano tirato. Ho fatto due giri e nel secondo stavo per avere un attacco di pianto in libreria per nessuna ragione plausibile. Pochi acquisti, quindi, ma spero buoni:
- Se scorre il sangue, di Stephen King (Sperling & Kupfer). King è King e ho letto in giro che questo sarebbe un po' un ritorno ad un suo vecchio stile, quindi a maggior ragione me interessa
- Spillover, di David Quammen (Adelphi). Mi sto appassionando ai virus, al di là di tutte le polemiche che circondano ora il virus, ora la sua gestione, ora la figura di questo o quel virologo, a me che piace moltissimo riguardare in continuazione i documentari dei 72 animali più pericolosi... su Netflix, questi esserini ad alto tasso di mutazione suscitano una certa ammirazione. In più le informazioni sui virus che hanno girato in questi giorni mi hanno dato una mano con un libro che starei scrivendo (e che farà probabilmente la fine degli altri mai terminati, ma non importa, per il momento un paio di righe a settimana riesco ancora a metterle giù - da dicembre, ehm...)
- La tredicesima cattedra, di Franco Cordero (La nave di Teseo). Se ho capito giusto dalla trama che ho letto in giro, dovrebbe essere una sorta di thriller ambientato in un'università prestigiosa, alla conquista di un'ambita cattedra, mi ispirava
Ho preso anche un ebook, uno solo, La lingua disonesta: contenuti impliciti e strategie di persuasione di Edoardo Lombardi Vallauri (Il Mulino) che mi sembra proprio adatto a questi ultimi tempi...

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