Bastava chiedere, di Emma

Avete presente quando trovate quel libro che dice benissimo quello che avreste sempre voluto dire, ma non avevate le parole per farlo? Ecco, Bastava chiedere, di Emma (Laterza), è uno di quelli. In realtà anche la descrizione di Michela Murgia in copertina dice tutto quello che vorrei dirvi per convincervi a leggere questo libro:

"Per molte di noi vedersi in questo libro sarà una rivelazione, per altre un dolore, per tutte un'opportunità preziosa"

Non definirei questo libro un fumetto. Piuttosto, un saggio illustrato, una guida al perché la parità è ancora lontana, non solo nelle grandi cose (lavoro, opportunità), ma soprattutto in quelle piccole, che poi spesso sono quelle che impediscono le grandi. Sulle donne pesa il carico emotivo, è l'espressione usata in Bastava chiedere, che impegna una parte delle loro energie fisiche e mentali nella cura del prossimo, a cominciare dal compagno, frutto di un'educazione che rimane di fondo tradizionalista. In più le aspettative sociali per cui se una donna reagisce in malo modo ad un commento non richiesto, ad esempio sul suo aspetto fisico o su come mangia / quello che mangia, deve "darsi una calmata". Possiamo raccontarci tutte le favole che vogliamo, ma l'educazione, a dispetto degli sforzi, rimane diversa perché ci si aspetta da un genere quello che non si pretende dall'altro e viceversa. E anche se pare che agli uomini vada meglio perché sono in un certo senso privilegiati, un'educazione di questo tipo non fa bene nemmeno a loro: nel migliore dei casi non sono indipendenti e autonomi, nel peggiore i ragazzini che non si conformano al modello maschile imposto ancora faticano a trovare modelli maschili alternativi. Pensiamo alla letteratura per ragazzi, che finalmente comincia a popolarsi di personaggi femminili alternativi al modello dominante, mentre i personaggi maschili sono rimasti, con rare eccezioni, cristallizzati.

Per il fatto di essere un libro illustrato,  alleggerisce il tema molto serio della parità, trattandolo con garbo e precisione: il problema che nella vita di tutti i giorni fingiamo di non vedere, è portato alla luce senza gridare e senza recriminare. Pacato, ma micidiale.

Il consiglio bipolare: come tutti i temi sociali e i libri che parlano di squilibri e ingiustizie non va bene per le fasi estreme, perché inevitabilmente, e anche se non "istiga", va a fomentare il vostro umore del momento, che si tratti di una voglia estrema di impugnare la spada in difesa dei deboli o di una ferrea convinzione che niente potrà mai migliorare. Perciò tenetevelo pure per quando il vostro umore è più rilassato e costruttivo, ma leggetelo.

P.S.: il perché della foto del libro tra i detersivi non è tanto per il fatto che il problema del carico emotivo viene inizialmente e più facilmente spiegato con la distribuzione delle faccende domestiche tra i membri della famiglia, quanto piuttosto per ricordarmi che se continuo così, dovrò sistemare degli scaffali per i libri nello sgabuzzino

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