Uscito per la prima volta nel 1908, non è quel tipo di libro che si può commentare come si commenterebbe un romanzo attuale. Appartiene già ai classici, pur essendo poco noto, e quindi ha poco senso discutere se la trama sia originale o appassionante, se i personaggi siano coinvolgenti, realistici o al contrario stereotipati e così via.
Al centro della storia c'è Oliver Haddo, eccentrico studioso di arti occulte, quel genere di persona boriosa e arrogante che t
utti un po' si vergognano di frequentare, ma che nondimeno è popolare nei salotti annoiati per la sua capacità di stupire e raccontare e il fascino certamente non fisico, visto che il suo aspetto non è propriamente quello che si definirebbe attraente, ma al limite del morboso. Arthur Burdon, chirurgo e persona tra le più scettiche e razionali in circolazione, proprio non lo apprezza; lo stesso vale per la sua promessa sposa, Margaret, soprattutto da quando, per un incidente occorso con il cane di lei, i due uomini hanno un violento litigio. Improvvisamente però, prima delle nozze, Margaret se ne va proprio assieme ad Haddo, disgustata da lui ma incapace di stargli lontano. La magia di cui Haddo si vanta esiste allora sul serio?
Come dicevo, non è un romanzo che si sceglie come si scelgono quelli contemporanei: o vi piace il genere del romanzo gotico, allora vi piacerà anche questo, altrimenti finirete per trovarlo forse un po' lento. In effetti, come molti romanzi del genere, si avvia molto lentamente, dandovi il tempo di conoscere i personaggi ma potrebbe allontanarvi un po' dalla lettura. I personaggi stessi sono non tanto piatti, quanto una specie di maschere, di personaggi fissi: il cattivo, la fanciulla innocente traviata, l'eroe scettico. Devo dire che, come spesso mi accade, finisco per apprezzare i comprimari più che i protagonisti; in questo caso Susie, l'amica di Margaret, che nei suoi sentimenti contrastanti verso gli amici è forse il personaggio più simile alla realtà (inoltre, chi non prova affetto per qualcuno che riesce a mettere da parte i propri sentimenti all'occorrenza, senza disconoscerli o soffocarli?). A differenza del romanzo gotico vittoriano, però, non c'è un ordine morale da ristabilire alla fine, non trionfa il bene, ma la persona che lotta per sé e assieme agli altri, per i suoi desideri e sentimenti, quali che siano...
Il consiglio bipolare: romanzo da riposo mentale, come molti romanzi gotici. Pur trattando di magia e arti oscure, non ha niente di angosciante o morboso, quindi se vi piace il genere è adatto anche quando non volete essere troppo coinvolti emotivamente. Può essere difficile al contrario portare avanti la lettura se avete bisogno di maggiori stimoli: bisogna arrivare a metà libro, dopo molti aneddoti e descrizioni, per vedere un po' di azione.
Commenti
Posta un commento