Cuori arcani, di Melissa Panarello

Buon anno a tutti! Quest'anno inizio soft, parlandovi di un libro di cui nemmeno sarei venuta a conoscenza se non stessi frequentando un webinar su Libroterapia e tarocchi in cui è stata proposta come prima lettura proprio Cuori arcani, di Melissa Panarello (Mondadori). E' un fantasy "young adult", definizione che comincio a detestare per diversi motivi, soprattutto da quando il tema dell'adolescente con superpoteri gratis si è espanso in lungo e in largo per il fantasy, diventando non più un tema tra tanti, ma una casella in cui confinare sia i libri che i lettori. Ma niente polemiche, siamo solo a inizio anno.

Cuori arcani è la storia di Greta, che, dopo aver perso la nonna con cui viveva dopo la morte dei genitori, a diciassette anni finisce in una casa famiglia, che sembra infestata da uno spettro, ma in cui anche l'affidataria non sembra una persona molto a modo, e le tocca affrontare, oltre alla situazione già di per sé pesante, anche la paura dell'acqua che la ossessiona dopo la morte dei genitori e la scoperta dei diari della nonna, che forse con tutti quei riferimenti all'astrologia e quel mazzo di tarocchi non era poi così razionale come mostrava di essere... Proprio attraverso i tarocchi, gli arcani del titolo, Greta scopre un sacco di cose sulla nonna, su quello che accade e su sé stessa. E non dico altro per non fare spoiler: detto così non sembra particolarmente originale e forse non lo è al 100%, ma si fa apprezzare. 

Intanto per la mancanza di vittimismo e piagnistei: la situazione iniziale, così come ve l'ho descritta, sembra una puntata di Candy Candy, ma Greta, anche se è la tipica adolescente media con la giusta dose di complessi, si dà da fare e impara a contare su sé stessa e sulle amiche. E' la protagonista ma non fa tutto da sola, né ci riuscirebbe, e c'è una buona varietà di personaggi; come succede in molti libri del genere i personaggi sono alquanto "semplici", non ci sono grosse sorprese o stravolgimenti, però c'è il giusto equilibrio tra la sua forza che cresce e il contributo dato da tutti quelli che ha attorno. In più qualche soluzione originale c'è, ed è piacevole da scoprire alla fine: avevo indovinato abbastanza presto chi fosse in realtà lo spettro, ma la rivelazione finale, il perché dello spettro, è inaspettata e devo dire che mi ha colpito nonostante un finale forse un po' affrettato e un pochino troppo buonista, forse. Ma magari, prima o poi, uscirà un seguito: ci sono diversi "comprimari" di cui, dato il finale del romanzo, sarei curiosa di sapere la storia...

Il consiglio bipolare: non insistendo in maniera emotivamente opprimente sulla perdita, la sfortuna, la solitudine, il dramma, va bene anche per chi è particolarmente empatico e/o impressionabile. Si legge in maniera scorrevole, senza sforzi, va benissimo per riposare, anche tra una lettura e l'altra (per me è stato un piacevole intermezzo alla lettura di Nell'antro dell'alchimista, raccolta di racconti di Angela Carter di cui vi parlerò nel prossimo post se riesco a finirlo in tempo). Se poi siete di quelle persone che rimpiangono un po' la propria adolescenza, questo può essere un bel modo per tornare indietro senza il carico della nostalgia.



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