L'arte di saper ascoltare, di Kate Murphy

Questa volta vi tocca un saggio; dopo le montagne russe emotive di L'estate che sciolse ogni cosa, dovevo riposare un po' i circuiti cerebrali in tilt. La scelta è ricaduta su un volume recente, L'arte di saper ascoltare, di Kate Murphy (Corbaccio). 

Quando l'ho acquistato, mi aspettavo un testo con un taglio più pratico, più vicino al manuale di auto-aiuto per mettere a punto nuove tecniche di ascolto. Avrei dovuto "ascoltare" di più il sottotitolo: che cosa ti perdi se non ascolti e perché è importante, dice già un sacco di cose su questo ibro. E alla fine, il fatto che non fosse poi così pratico non mi è dispiaciuto. Il "come fare ad ascoltare" è abbastanza marginale, anche se qua e là gli spunti ci sono. E' però piuttosto una riflessione su quali siano i meccanismi sociali e culturali che ci portano a non ascoltare: l'ansia di dover rispondere, ad esempio, che ci impedisce di ascoltare perché ci fa piuttosto pensare a cosa vorremmo dire dopo, oppure la pressione sociale a dimostrarci competenti, a metterci in mostra, a "saperci vendere", che ci fa portare l'attenzione su noi stessi e poco su chi abbiamo di fronte. Riflessioni e storie di vita vissuta che ci portano a nostra volta a rifllettere sugli stessi mecccanismi, sul bisogno nostro e altrui di essere visti e riconosciuti e su come siamo abituati ad ascoltare o a credere di ascoltare. Poi, se queste riflessioni ci convincono a prestare più attenzione al nostro modo di relazionarci con gli altri, ben venga, ma non è, o non sembra essere, questo lo scopo principale del libro. E qualche volta è estremamente rilassante leggere un libro che non vuole aggiustare nulla in noi, ma solo offrirci un punto di vista.

Tra l'altro, proprio mentre leggevo questo libro ho avuto l'occasione di mettere in pratica un po' di osservazione delle pratiche di ascolto mie e altrui, mentre partecipavo alla selezione dei prossimi Volontari del Servizio Civile nella biblioteca dove lavoro, che mi hanno davvero convinto della validità di alcune riflessioni fatte durante la lettura. E' davvero un libro ""da ascoltare".

Il consiglio bipolare: con un episodio dell'umore in corso, solitamente le nostre capacità di ascoltare vanno a quel paese, per dirla elegantemente: leggere questo libro prima di un episodio ci può aiutare a "capitalizzare" qualche pratica che, se facciamo in tempo a far diventare automatica prima del prossimo episodio, ci aiuterà senz'altro. Non è da sottovalutare però neanche la lettura di questo libro durante un'oscillazione: lo stile è scorrevole, poco tecnico e poco impegnativo, molto colloquiale senza essere sciatto e può portarci fuori dalla nostra testa quel tanto che basta a farci del bene.

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