E' un saggio sull'infuenza che Crowley ha avuto in letteratura, sia con opere proprie, sia con opere delle quali è protagonista, in modo più o meno esplicito: una è Il mago di W. Somerset Maugham, di cui vi ho parlato credo alla fine delo scorso anno e a cui Crowley risponde con Moonchild, che, ora che ho letto il dettagliato riasunto che ne fa Pezini in questo suo saggio, è entrato nelle schiere già folte dei miei desiderata.
In generale il saggio di Pezzini è godibilissimo: anche se non conoscete molto bene Crowley, ma siete comunque avidi letttori troverete un sacco di ispirazione per le vostre prossime letture. Non avevo idea che nel primo Novecento fin dopo la seconda guerra mondiale la letteratura britannica avesse così spesso e volentieri incrociato i racconti di spie e avventurieri con l'occulto. Non sapevo nemmeno che quello che oggi chiameremmo "alllarme sette" sia stato fomentato, in questo periodo e in questi romanzi, in funzone anticomunista. Attraverso romanzi prima e film poi più o meno legati alla figura di Crowley, l'autore finisce per darci uno spaccato di storia anche poco nota (molto spesso, dietro alle figure dei vari romanzi presentati c'è questo o quel nome o episodio del panorama esoterico a cavallo tra i secoli, è un po' come leggere un giornale di gossip d'epoca) e della società che in quei romanzi si rispecchia.
Il consiglio bipolare: è un saggio di letteratura, ma leggero come i romanzi di cui tratta; scorrevole, mai pedante, vi fa scoprire romanzi nuovi che magari vorrete poi cercare e, in caso di episodio dell'umore in corso, basso o alto che sia, ha comunque il vantaggio di essere un saggio e quiindi meno emotivamente impegnativo e coinvolgente di un romanzo. Nel mio caso, questo è tutt'altro che un difetto, anzi: una pausa gradevole nel tumulto personale, un modo per rimanere a contatto con generi e temi che mi piacciono ma che non sempre riesco a gestire.

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