La sindrome dell'impostore, di Sandi Mann

Se l'ho fatto io, sicuramente non è una grande impresa. Oppure: Hanno tutti un'opinione così alta di me... la verità è che sono mediocre o anche meno e quando se ne accorgeranno saranno guai. Suona familiare? Se è così, benvenuti nel club, potete prendere il vostro distintivo e l'invito alla lettura di La sindrome dell'impostore, di Sandi Mann (Feltrinelli). La sindrome in questione è quell'atteggiamento per cui un risultato conseguito è tale per caso o per fortuna, non per le proprie capacità, impegno o talento e quindi non è percepito come un proprio traguardo. Il fatto che tutti siano convinti del contrario, invece di rassicurarvi, vi crea ancora di più il timore di aver in qualche modo imbrogliato: prima o poi verrete "scoperti".

Secondo l'autrice, la sindrome è più comune di quanto si creda: per qualcuno si tratta di un episodio isolato, per altri diventa uno schema di pensiero che è fonte di grande disagio. Per qualcuno si limita all'ambito lavorativo; probabilmente è scorretto dire che si tratti di una sindrome soprattutto femminile, perché se è vero che la cultura dominante incoraggia nelle donne l'idea che abbiano bisogno di un mentore o salvatore perché non sono in grado di fare da sé, è anche vero che la stessa cultura stigmatizza pesantemente gli uomini che esprimono dubbi, incertezze e persino emozioni, con altrettanta grave perdita di salute mentale. Probabilmente, se state leggendo questo blog, anche voi fate parte del 70% delle persone che hanno sperimentato la sindrome dell'impostore almeno una volta nella vita.

Se questa descrizione vi ha incuriosito, La sindrome dell'impostore è un'ottima introduzione al tema. Come la maggior parte dei libri di questa collana (che, con qualche eccezione, in genere mi piace molto), è scorrevole, ben scritto o tradotto e ricco di esempi di vita vissuta che facilitano la comprensione. Non si limita all'ambito lavorativo, fa attenzione anche alle questioni di genere di cui sopra, però nel complesso mi è sembrato un po' superficiale, nel senso letterale che "rimane in superficie": fornisce dati, esempi, spiegazioni semplici, illustra il tema. Non mi aspettavo certo la formula magica per liberarsi della sindrome dell'impostore, ma la sensazione che mi ha lasciato questa lettura è che comunque manchi qualcosa, anche se non saprei bene cosa. Magari lo rileggerò in un momento diverso.

Il consiglio bipolare: la sindrome dell'impostore è uno schema di pensiero che naturalmente si presenta con più forza e frequenza quando l'umore è discendente o già in basso. Purtroppo, in questo caso il libro in questione, detto sinceramente, non è di grande aiuto. Potreste entrare nella spirale negativa per cui E se stessi esagerando questo tratto perché desidero riconoscermi in questa sindrome? E se non l'avessi veramente? Ovvero, la sindrome dell'impostore applicata alla sindrome dell'impostore, non proprio la ricetta per il disastro, ma di sicuro non aiuta. Meglio riservare questa lettura ai momenti in cui l'umore è migliore e desiderate invece acquisire un po' più di conoscenza, da mettere da parte per la prossima volta in cui vi fate prendere dai dubbi.

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