Oscar del libro 2019

Ultimi giorni del 2019 e come al solito si fanno un po' di bilanci. Quest'anno ho comprato di più e ho letto meno, complice un anno un po' caotico (tra le varie ed eventuali, l'iscrizione ad un master che mi impegna molto due giorni a settimana, in aggiunta al lavoro, e che durerà fino alla prossima estate, una piccola operazione d'urgenza, un paio di concorsi, qualche guasto in casa e tante cose prese in mano tutte insieme) che ha portato tanta stanchezza e poca concentrazione. Ma guardiamo avanti e vediamo se nel 2020 è possibile rimettere un po' di ordine in questo caos. Il portafoglio ha già dato, vediamo di mettere a frutto quello che ho acquistato e che sicuramente acquisterò, visto che ci sono poche cose al mondo che mi tratterrebbero dal comprare libri...
Alla fine del 2018 avevo scritto un post con 6 "oscar" del libro, per un breve bilancio delle letture dell'anno: riprendo le stesse categorie per rifarlo anche per il 2019 (e sarei curiosa di conoscere le vostre):
Libro più istruttivo dell'anno: Dell'arte della meditazione, di Christophe Andrè. Un approccio semplice ma non semplicistico al mondo della mindfulness, spiegato attraverso una serie di dipinti che aiutano a fissare i concetti. Mi è stato molto di aiuto in quest'anno caotico anche se faccio ancora fatica ad applicarlo, ma magari nel 2020 mi impegnerò di più. Per questa categoria sono rimasta indecisa a lungo tra questo e I libri che fanno la felicità, di Rachele Bindi, un manuale di biblioterapia vera e propria, che consiglio a tutti ma che per essere affrontato richiede un minimo non dico di preparazione ma di predisposizione alle teorie junghiane. Altrimenti, saltate direttamente alla lista dei libri suggeriti; non è così che è pensato il libro, ma non era un diritto del lettore quello di saltare le pagine? Però secondo me saltando vi perdete qualcosa...
Libro più distruttivo dell'anno: Istruzioni per diventare fascisti, di Michela Murgia, il primo libro letto nel 2019; non l'ho messo in questa categoria perché è un brutto libro, tutt'altro, ma fa affrontare una brutta realtà, quella della china che la società sta prendendo senza che nemmeno ce ne rendiamo conto e per questo può essere una bella "mazzata" alla considerazione che abbiamo, se ancora ne abbiamo una, del mondo che ci circonda.
Scoperta dell'anno: lo finirò in questi giorni e sarà con ogni probabilità la prima recensione del 2020: I luoghi di Lovecraft: novissima guida a uso del viaggiatore, di NPE Editore. Mi piace l'idea di costruire una guida turistica per i luoghi in cui sono ambientati i romanzi di uno dei miei autori preferiti (da Innsmouth a R'lyeh passando per Providence, Salem e l'Antartide), mi piace il tono ironico. Aggiornamento: difficile commentare una guida di viaggio, ma due parole su queta guida dovevano essere dette, le trovate qui.
A volte ritornano: Dacre Stoker, con Dracul; avevo già letto Undead, il suo seguito di Dracula e mi era piaciuto, questo invece è la storia romanzata della genesi del romanzo di Bram Stoker e vale la pena di leggerlo, se avete amato Dracula. Almeno, questo vale per me che in Dracula ho apprezzato anche l'azione, altri che invece si sono avvicinati al libro passando per il più romantico (?) film di Coppola non hanno apprezzato il libro di Dacre Stoker. A me invece piace come scrive e sarei curiosa di leggere qualcos'altro di suo, magari questa volta slegato dall'illustre antenato.
Libro migliore dell'anno: categoria sempre difficile, questa... direi L'annusatrice di libri, di Desy Icardi. Non è la storia di una ragazza che ama il profumo dei libri stampati, ma che legge, cioè impara dai libri, attraverso l'olfatto: una dote magica e rara che qualcuno vorrebbe sfruttare. Un libro molto equilibrato, ben scritto, scorrevole, con tutte le trame aperte che si riallacciano al punto giusto senza cadere. Una lettura balsamica, una ventata di relax.

Libro peggiore dell'anno: 1791: Mozart e il violino di Lucifero, di Davide Livermore e Rosa Mogliasso; se l'è giocata fino all'ultimo con Hypnos, di Gino Saladini e Vincenzo Mastronardi, e Il manoscritto incompiuto, di Liam Callanan. Vi rimando ai commenti per sapere nel dettaglio perché non mi sono piaciuti. Diciamo che 1791 è il vincitore perché non mi ha lasciato nulla, ho trovato piatti i personaggi e la storia, con tutti i cambi di tempo e voce narrante, difficile da seguire; e il nome di Mozart sventolato in copertina quando nel libro non è che una comparsa non aiuta.
Per il 2019 è tutto; mi ripropongo per il 2020 di leggere di più, e quindi postare di più. L'anno comincia bene, ho un buono regalo di 150 euro da spendere (e una lista di desiderata bella lunga, come al solito...), tanti buoni propositi... e voi?
Quali libri avete apprezzato o disprezzato nel 2019? Che propositi avete per l'anno nuovo?

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