I cartacei li vedete in foto:
- Sarah Haywood, La felicità del cactus. Qualcuno ha detto che la protagonista un po' mi assomiglia e quindi vedrò di persona quando lo leggerò
- Tara Westover, L'educazione. Potevo non acquistare un libro che, a detta della trama sulle alette, parla di una donna che si riscatta da una famiglia rigidamente religiosa tramite l'educazione e la cultura? Ovviamente no. [aggiornamento dicembre 2018: bello e terribile, qui il commento]
- Alexandra Reinwarth, Fregatene!. L'ho letto poco dopo il suo acquisto e una volta tanto la collana Urrà della Feltrinelli mi ha deluso. In passato ho trovato in questa collana manuali di autoaiuto semplici, ben scritti e con i piedi piantati per terra (ad esempio quelli di Rolf Sellin sulle persone ipersensibili, vi consiglio Le persone ipersensibili hanno una marcia in più), ma questo è solo una raccolta di aneddoti in cui l'autrice, che come molti di noi magari si fa fregare dal desiderio di aiutare gli altri o di compiacerli o di aderire a modelli sociali, per una volta ha deciso di "fregarsene", appunto, e ha provato un senso di liberazione. Promette anche di aiutare a fregarsene senza per questo diventare stronzi, ma è un punto che doveva essere sviluppato di più, secondo me...
E poi ci sono gli ebook:
- Norman Doidge, Il cervello infinito. Dello stesso autore sto leggendo, ormai da molti mesi perché comunque non è una lettura facilissima anche se il linguaggio e lo stile sono scorrevoli, Le guarigioni del cervello, sulla neuroplasticità, ovvero su come il cervello può riparare sé stesso, dal momento che non è quella macchina perfetta, ma completamente finita come si credeva una volta.
- Michel Pastoreau, Dizionario dei colori del nostro tempo. I colori mi affascinano. Adoro guardare i negozi di abbigliamento che mettono maglioni e camicie in ordine cromatico e le scatole di matite e pennarelli per lo stesso motivo...
- Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose. Visto che anche quest'anno sto tentando la Book Challenge organizzata su Facebook da Iread e che uno dei punti della sfida è leggere un libro di un autore indiano, perché non un famosissimo che non ho mai letto (ovviamente approfittando delle offerte)? [aggiornamento novembre 2018: avete abbastanza pelo sullo stomaco per leggerlo? Scopritelo nel mio commento]
- Bachtyar Ali, L'ultimo melograno. Mi aveva colpito la trama, che avevo letto sul libro, quando era uscito ed era sullo scaffale delle novità in libreria. Con le offerte sono tornata alla carica e staremo a vedere.
- Barbara Baraldi, Aurora nel buio. Leggere su qualche sito che la protagonista è una poliziotta con un disturbo bipolare mi ha attirato e reso diffidente al tempo stesso. Attirato, perché sono curiosa di vedere com'è rappresentato nel contesto di un romanzo giallo, questo disturbo. Reso diffidente, perché leggo dalla trama che il disturbo deriverebbe da una sparatoria in cui ha ricevuto un proiettile in testa; non posso fare a meno di chiedere: non sarà disturbo da stress posttraumatico? Sì, ho un po' la coda di paglia, come potete immaginare...
- Maria Luisa Minarelli, Crociata veneziana. Della stessa autrice con gli stessi protagonisti mi era piaciuto Oro veneziano, quindi perché no?
Un bel bottino anche questo mese... qualcuno ha già letto questi libri? Valgono la pena?
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