Tu non sei la tua ansia, di Aaron Gillies

Il titolo di Tu non sei la tua ansia  fa venire voglia di leggerlo con un tono da maestro Jedi ("questi non sono i droidi che cercate", una cosa del genere) e sarebbe perfettamente in linea con il tono con cui Aaron Gillies ci porta in visita guidata all'ansia. Che ci piacerebbe definire "questa sconosciuta", ma se state leggendo questo post tanto sconosciuta non dev'essere.

Seriamente, per chi non la vive, l'ansia è solo "preoccuparsi troppo" e quindi "basta darsi una calmata", come per diverse altre malattie mentali. L'ansia, ma anche la depressione, il disturbo bipolare ecc... sono nella testa del malato tanto quanto il diabete è nel pancreas di un diabetico. A renderci ansiosi è un meccanismo di sopravvivenza che allo stato attuale dell'evoluzione è del tutto inadeguato (anche La mente in fiamme, sulla depressione, che ho commentato qualche mese fa, si colloca più o meno nello stesso filone). Aaron Gillies ci dà il doppio punto di vista di persona informata e persona con esperienza: ci aiuta non perché riempia le pagine di consigli scontati o frasette motivanti, ma perché ci fa capire l'importanza di acquisire se non il controllo almeno una certa consapevolezza dei meccanismi che scatenano e governano l'ansia... e un po' anche perché nel leggerlo pensiamo "ehi, questo è più strambo di me!"

Bizzarro, sincero, pronto a non prendersi mai sul serio, in fondo il libro ci piace per questo; un po' come in Vita su un pianeta nervoso di Matt Haig, ci si sente subito affini alla voce narrante e si arriva velocemente alla fine. Magari senza nessuna tecnica miracolosa extra, ma con il cuore un po' più sollevato.

Il consiglio bipolare: bipolarismo e ansia viaggiano spesso a braccetto. Se siete giù, riesce comunque a non angosciarvi più del dovuto con l'ineluttabilità dell'ansia e magari vi strappa non dico una risata ma un sorriso. Se siete su, vi mette gentilmente di fronte a voi stessi, strizzandovi l'occhio. Consigliato soprattutto per la sua leggerezza.

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